Hai una "BUONA POSTURA"? Le mie considerazioni in merito

Avere una buona postura è in generale l'obiettivo che ci poniamo indifferentemente dal motivo, se siamo sportivi o  semplicemente se vogliamo prevenire i "fastidi dell'età"! 

Ma che significa avere una "buona postura"? E come influisce sulla nostra vita di ogni giorno? 

La postura è uno dei cardini del trattamento dei disturbi muscoloscheletrici da tempi immemorabili. 
In fisiatria, ortopedia, odontoiatria, gnatologia, oculistica, angiologia ecc. si parla ormai costantemente di postura. In effetti, gli studi della postura, grazie alle innovazioni tecnologiche, hanno compiuto negli ultimi anni grossi passi avanti. 
Sempre più la postura risulta implicata in molte problematiche non solo muscolo-scheletriche e organiche. 
La postura è l'adattamento personalizzato di ogni individuo all'ambiente fisico, psichico ed emozionale; in altre parole è la posizione del corpo umano assume in uno spazio, la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei, il modo con cui reagiamo alla forza di gravità ed anche come comunichiamo. 

La corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in deambulazione che in stazionamento.


Ma fondamentalmente, avere una buona postura significa soprattutto essere a proprio agio, star bene con sè stessi e con gli altri (che è la traduzione letteraria del termine "FITNESS").

Per forza di cose, la posturologia si trova così ad essere una scienza multidisciplinare che abbraccia numerose branche non solo della medicina e della tecnica ma anche della psicologia.


La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa nell'ambiente in cui vive, determinato anche da stress, traumi fisici ed emotivi, posture professionali scorrette ripetute e mantenute nel tempo, respirazione scorretta, squilibri biochimici derivati da una scorretta alimentazione, ecc..


Da quanto detto si evince che la postura dell'uomo è in costante e progressiva modificazione.
I fattori precedentemente elencati incidono a livello muscolare determinando un aumento dello stato di contrazione che si aggiunge al tono basale preesistente.
Questo permanente stato di eccitazione con il passare del tempo crea stati di accorciamento muscolare permanente, tecnicamente definiti retrazione muscolare.
La retrazione muscolare è reversibile solo attraverso tecniche di fibrolisi del tessuto connettivale che avvolge i muscoli e con applicazioni di stretching globale attivo.
Gli effetti di una postura inquinata e quindi della retrazione muscolare si manifestano a livello articolare sotto forma di compressione, rotazione assiale e traslazione, determinando modificazioni della struttura scheletrica (scoliosi, iperlordosi, ipercifosi, valgismo e varismo delle ginocchia, ecc.) e possono evolvere in disordini posturali importanti fino a vere e proprie patologie.



Cosa può alterare la nostra postura e progressivamente causare lesioni?

Nella vita di tutti i giorni ci sono situazioni o cause che possono portare ad eventuali modificazioni della nostra postura tali da alterare la colonna vertebrale, fino a renderla meno resistente, meno mobile.
L'80% dei dolori alla schiena va ricercato nell'assunzione abituale di posizioni scorrette, nello stress, nel sovrappeso, nell'ipotonia muscolare (scarso tono muscolare), nel fumo e non ultimo, nelle cattive occlusioni dentarie. 
Non dobbiamo vedere la postura come un'entità statica.


I "vizi" del portamento: i paramorfismi

Quando una persona assume e mantiene una posizione scorretta, a causa di uno sviluppo disarmonico della muscolatura, posizione scorretta suscettibile però di correzione con esercizi specifici, siamo di fronte ad un paramorfismo.

I paramorfismi più diffusi nell'età scolare sono:
  • il portamento rilassato (o astenico) è dovuto all'incapacità del corpo di opporsi alla forza di gravità, la quale ne altera la forma. Il soggetto si presenta con il capo inclinato in avanti, addome prominente, spalle cadenti, piedi piatti ecc. In seguito si instaurano atteggiamenti scoliotici. L'astenia è considerata la causa principale dei vari paramorfismi. Si pensa sia dovuto a un poco sviluppato tono della muscolatura, lassità dei legamenti e da componenti di origine psicologica. Esso si evidenzia in modo particolare nel periodo della crescita ed è legato a fattori come il clima, l'alimentazione, l'ambientamento, l'esercizio fisico. Il portamento rilassato in genere si risolve spontaneamente dopo la crisi puberale, ma i vari atteggiamenti (dorso curvo, scapole alate ecc.) possono divenire anche permanenti: ciò in funzione delle deformazioni più o meno gravi che ha subito l'organismo.
  • l'atteggiamento lordotico è un'accentuazione della curvatura fisiologica lombare a convessità anteriore, che determina un'anomala prominenza dell'addome
  • l'atteggiamento cifotico è l'aumento della curva fisiologica dorsale a convessità posteriore che determina una postura con il dorso curvo 
  • l'atteggiamento scoliotico è una deviazione laterale della colona vertebrale sul piano frontale senza rotazione dei corpi vertebrali che, viceversa, è sempre presente nella "scoliosi vera". Le possibili cause sono: l'assunzione di posizioni scomposte prolungate nel tempo, l'accorciamento di un arto inferiore (che si può correggere con un rialzo sotto al piede) o un'insufficiente pratica motoria
  • le scapole alate cioè quando le scapole non aderiscono alla parete toracica, di solito sono associate ad una posizione delle spalle in avanti e delle braccia ruotate all'interno.

I dismorfismi della colonna vertebrale

Quando queste posizioni scorrette sono il frutto di alterazioni dello scheletro, prendono il nome di dismorfismi.

I dismorfismi della colonna vertebrale sono:
  • l'ipercifosi, causata da osteocondrosi cioè schiacciamento e deformità dei corpi vertebrali che assumono una forma a cuneo (malattia di Scheuermann);
  • l'iperlordosi di solito dovuta a malformazioni congenite di uno o più corpi vertebrali, rigidità della muscolatura lombare e debolezza dei muscoli addominali che non riescono a stabilizzare il bacino
  • la scoliosi, malattia subdola perché si instaura senza provocare alcun dolore. È caratterizzata da una deviazione laterale permanente della colonna con rotazione e modificazione della struttura ossea delle vertebre. Se si verifica a livello dorsale, la deformazione coinvolgerà anche le costole e una delle complicazioni più pericolose di questa alterazione è quella di limitare la funzionalità cardio-respiratoria. L'85% delle scoliosi sono di natura sconosciuta e vengono perciò chiamate idiopatiche. Il livello di trasmissione familiare è elevato: se entrambi i genitori soffrono di questa malattia il rischio di contrarla è alto, vicino al 50%. E' necessario quindi controllare frequentemente la schiena nel corso della pubertà, in particolare nelle ragazze più soggette a queste patologie. 
Il bending test ci permette di comprendere se ci si trova di fronte a una scoliosi vera o a un atteggiamento scoliotico; per effettuarlo basta flettere il busto in avanti con le gambe tese e le mani unite. Nel caso di una vera scoliosi si notano uno o più rilievi (gibbosità) se invece il difetto di postura si nota solo stando in piedi, siam odi fronte ad un atteggiamento scoliotico (paramorfismo).







Come ci si cura


Nei casi lievi, cioè in presenza di paramorfismi, è sufficiente svolgere attività motoria e fare attenzione alla postura cioè prendere consapevolezza dell'equilibrio della propria colonna, delle tensioni muscolari coinvolte e costruire i giusti automatismi riflessivi di correzione posturale.
E' indicata una ginnastica specifica comunemente denominata "correttiva", con la quale è possibile apprendere gli esercizi più utili al proprio caso.

Ricordo, e mi ripeto, che la nostra postura è frutto dell'adattamento all'ambiente esterno dal punto di vista non solo fisico (muscoloscheletrico), ma anche psichico, emozionale e viscerale per cui sia la valutazione iniziale da parte del medico fisiatra (ortopedico o del posturologo) sia il protocollo rieducativo devono tener conto anche dell'interazione dei cambiamenti psichici della persona (ve ne parlerò in uno dei prossimi post) e della funzionalità degli organi interni.

Nei casi dei dismorfismi molto gravi, oltre a quanto già previsto (controllo postura, attività fisica, ginnastica correttiva,...), per stabilizzare la colonna può essere necessario intervenire chirurgicamente.

Concludendo...

"La migliore postura è..quella che sarà a divenire". Non dobbiamo vedere la postura come un'entità statica!


Fonti:

Wikipedia
My-personaltrainer.it


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