Qual è l'ELEMENTO che più ti rappresenta secondo la MEDICINA TRADIZIONALE CINESE?

LE TIPOLOGIE FISICHE SECONDO I 5 MOVIMENTI DELLA MEDICINA CINESE

Uomo e Natura sono strettamente correlati, ed ecco che anche nella costituzione di ciascun individuo c’è un Elemento che prevale sugli altri. La loro influenza riveste un ruolo fondamentale, perché in base ad esso è possibile individuare e attenuare eventuali punti deboli e predisposizioni a malanni, adattandosi meglio ai cambiamenti indotti dai cicli stagionali, biologici ed esistenziali.

Differenze tra ESERCIZIO FISICO A DIGIUNO rispetto ad un allenamento non a digiuno.

Cambiamenti della composizione corporea dopo un esercizio aerobico.

L'esercizio fisico a digiuno è una strategia  di allenamento per il dimagrimento molto diffusa nel settore sportivo, soprattutto nell'ambiente fitness, che ipotizza la possibilità di ridurre maggiormente il grasso corporeo o di ottenere benefici maggiori se l'allenamento viene svolto in stato di digiuno.
Questa pratica nella quasi totalità dei casi si rivolge alla prima mattinata, dove il corpo viene mediamente da 8-10 ore di digiuno notturno, e nella maggior parte dei programmi prevede lo svolgimento di attività aerobica, la quale esalterebbe l'ossidazione di grassi durante l'esercizio. Ad oggi la ricerca scientifica non aveva mai effettivamente confermato se questa pratica potesse risultare più efficace rispetto all'allenamento a stomaco pieno.

Vediamo...

ARMONIA E DISARMONIA: l'evoluzione della malattia e la via verso il benessere


Il sistema neurovegetativo è la centralina del nostro corpo fisico, i nostri pensieri positivi/negativi, vengono accolti dal nostro sistema nervoso che si rilassa o si contrae, procurando armonia o disarmonia.
La disarmonia agisce sul sistema nervoso e sugli organi del corpo fisico,

ESERCIZIO FISICO ed ADEGUATA ASSUNZIONE PROTEICA - Linee guida per PRESERVARE IL TESSUTO MUSCOLARE degli ANZIANI

Raccomandazioni del gruppo di esperti ESPEN (The European Society for Clinical Nutrition and Metabolism).

Studio pubblicato su PubMed


Il processo di invecchiamento è associato con la perdita graduale della massa muscolare che porta ad una progressiva diminuzione sia della forza che della resistenza agli sforzi fisici.

Il cibo come compensazione emotiva: 10 CONSIGLI PRATICI PER RIMETTERSI IN REGOLA



1. Fame d’affetto 

Mangiando cerchiamo di donarci amore come il bambino che succhia il latte dal seno materno. 
Il cibo è un modo rapito ed automatico per mettere a tacere l’angoscia che origina da problemi della vita quotidiana: lavoro, famiglia, stress ecc… 
SOLO SE CAMBIAMO IL MODO DI PENSARE, DI STARE CON NOI STESSI E CON GLI ALTRI POSSIAMO DIMAGRIRE DAVVERO.

CIBO, PSICHE E COMPORTAMENTO ALIMENTARE

..noi siamo quello che mangiamo..
Il cibo che introduciamo, le sostanze di cui è fatto e il modo nel quale è cucinato andranno a formare nuove cellule del nostro organismo, che costituiranno gli organi, i tessuti, gli apparati. Ma questo non accade solo a livello fisico.
Il cibo è nutrimento della mente e dello spirito rivestendo molti significati affettivi, emotivi, sociali e simbolici.

Tecniche di massaggio e di automassaggio per le DONNE IN MENOPAUSA

La Medicina Cinese al servizio delle donne in menopausa

La menopausa non è una malattia ma un momento fisiologico della donna che coincide con il termine del ciclo mestruale e quindi dell'età fertile.
Nella menopausa termina l'attività ovarica: le ovaie non producono più follicoli ed estrogeni (ormoni femminili principali). Tale stato provoca una serie di mutamenti nella donna che riguardano gli aspetti trofici, metabolici, sessuali e psicologici, con una serie di manifestazioni che variano a seconda della persona e possono essere più o meno marcati; non tutti sono collegabili alla menopausa in sé, poiché influiscono altri fattori come il contesto familiare e sociale.

LINEE GUIDA SULL’ALLENAMENTO PER LE DONNE (MA NON SOLO…)

Cercherò di articolare queste LINEE GUIDA nel modo più semplice possibile, in modo che sia comprensibile ai più e cercando di non usare un linguaggio troppo tecnico…ma sappiate che sull'argomento dell’allenamento per le donne in particolar modo son stati scritti decine, e forse centinaia di libri ed altrettanti se ne scriveranno…gran parte dei quali raccontano di esperienze personali e professionali spesso basate su concetti “campati in aria” e difficilmente applicabili a tutte le categorie di persone. Per questo, vi proporrò una serie di ragionamenti schematici ed eviterò di cadere nel tranello delle opinioni personali o solo dell’esperienza personale.

Mi baserò sulla letteratura ufficiale indicandovi percorsi che sono ottenibili con un po’ di pazienza, buona volontà, e (per chi ne avesse la possibilità/volontà) con l’aiuto di un collega Personal Trainer capace.
Come prima cosa è importante capire lo stato di forma iniziale della persona e soprattutto la sua COMPOSIZIONE CORPOREA. Per me, come professionista è FONDAMENTALE! 
Perché?

1)   Perché conoscendo il vostro punto di partenza sapete da dove partite, sapete dove il vostro corpo risulta carente, se vi state già allenando, se siete in sovrallenamento, se e quanto incide su di voi il DISTRESS (lo stress “cattivo”), se soffrite di ritenzione idrica, se mangiate troppo o troppo poco o se la vostra attuale alimentazione è carente a livello energetico (pochi carboidrati o pochi grassi) o plastico (poche proteine), quanta acqua bevete e dove si distribuisce nel vostro corpo…se per rimettervi in forma dovete dar priorità all'aumento della massa metabolicamente attiva (la massa cellulare magra cioè I MUSCOLI) o all'alimentazione (se siete carenti a livello proteico come gran parte dei vegetariani per esempio, più vi allenerete e peggio sarà…)

    La foto sopra rappresenta una parte dei valori di un referto di BIOIMPEDENZA AKERN (che io uso) e che riguarda una donna di 39 anni, con 67Kg e 167cm di altezza, con problemi di ipotiroidismo (tiroidite di Hashimoto) che mi ha contattato per rimettersi in forma. A primo impatto una persona direbbe: “beh…ho 67Kg…e vorrei perderne una decina” per rientrare nelle classiche tabelle di peso/altezza (tutte sbagliate…tra l’altro…).
Ma andiamo ad analizzare i numeri:
L’acqua totale (TBW) è inferiore al livello minimo sufficiente
L’acqua extracellulare (ECW) è eccessiva con evidente ritenzione idrica e potenziale causa di pelle edematosa, “flaccida” e corpo che risulta “gonfio”
Di conseguenza l’acqua intracellulare (ICW) risulta molto bassa. Apro una parentesi su questo punto: quando parliamo dell’acqua intracellulare parliamo dell’acqua contenuta dentro le cellule, dove avvengono le principali attività metaboliche. E’ l’acqua che potrebbe essere contenuta sia all'interno delle cellule magre (i muscoli) che quelle grasse (gli adipociti)…MA…del totale dell'ICW la massa grassa contiene solo al massimo il 5%... Tutto il resto dell’acqua sta nei muscoli e nel tessuto connettivo. Una scarsa idratazione della massa magra diventa quindi una delle prime cause della scarsa elasticità dei muscoli e di conseguenza va a generare infiammazioni, dolori a tutto all'apparato muscoloscheletrico (per uno sportivo questo si traduce con un elevato rischio di crampi e di infortuni quali contratture e stiramenti) sino a generare la Fibromialgia (che ha molte altre cause, ma questa che ora vi ho citato è tra le primarie)
La massa grassa (prima cosa che si vorrebbe perdere…che non corrisponde necessariamente al peso da perdere!) non è chissà quanto eccessiva: in un gap tra il 18 ed il 26%, è stata misurata una Fat Mass (FM) del 28% corrispondente a 18,9Kg (ecco che i 10 Kg di peso da diminuire andrebbero già ridimensionati…). Per sottrazione matematica la massa magra è al 72% e c'è una buona attività metabolica (BCM elevata…la persona è “sana” ed è allenabile!)…MA…
…la massa muscolare è SOLO al 46%...che è inferiore al livello minimo di partenza per un adeguato rapporto massa magra/massa grassa e massa grassa/peso. Che vuol dire? Che PER DIMINUIRE LA MASSA GRASSA (vero dimagrimento) DEVE AUMENTARE LA MASSA MUSCOLARE…ed i muscoli pesano (secondo motivo per cui il termine di perdita di peso andrebbe ridimensionato). 
Quanto dovrebbe aumentare di % questa persona? 
Il livello MINIMO è il 50%: al di sotto di questo valore QUALSIASI PERSONA, uomo o donna che sia, giovane o anziano, “malato” o sano, risulta con un eccesso di massa grassa. 
Ovviamente qualsiasi valore superiore al 50% risulta auspicabile… Questo non vuol dire diventare dei bodybuilder o avere fisici da atleti olimpionici…ma significa solamente ESSERE IN FORMA, IN SALUTE!
E non pensate che per aumentare questa % sia facile; serve fare un lavoro specifico (di cui tratterò più avanti) e serve ovviamente abbinare la giusta alimentazione
Arriviamo quindi ad analizzare la parte che riguarda l’alimentazione:
- appaiono squilibri nell'apporto plastico (il rapporto Sodio/Potassio indica una carenza di proteine a cui bisogna porre assolutamente rimedio…altrimenti non ci sarà MAI una crescita della massa magra, muscoli,…ed anzi…questo sta facendo di conseguenza aumentare la massa grassa…  - ALLA DIMINUZIONE DEL'UNA CORRISPONDE SEMPRE ALL'AUMENTO DELL’ALTRA! - )
- quantitativamente la persona mangia a sufficienza
- il suo metabolismo basale è di 1470Kcal, a cui bisogna aggiungere il suo 10% (consumo energetico “di media” motivato dalla “fatica” nella digestione e l’assorbimento dei cibi scelti per soddisfare le 1470Kcal). Arrotondando siamo intorno alle 1600Kcal. 
Ora…per no farla troppo lunga, per questa signora NESSUNA DIETA DEVE SCENDERE SOTTO LE 1600Kcal!!!!! NESSUNA! E per esperienza personale vi dico che no ho mai avuto modo di “giustificare” le diete da 1200-1400 Kcal che spesso si leggono sui giornali o che vengono consigliate da molti nutrizionisti. Ormai nessuna letteratura le giustifica… Io porto la mia esperienza motivata dai “numeri” ma vi assicuro che il rischio per la salute di chi non rispetta questo valore è molto alto soprattutto per chi soffre di malattie metaboliche ed autoimmuni).
Ora…ci tengo anche a precisare che “la macchina umana” non è un forno che deve produrre calore, quindi le calorie non son così basilari nella buona  nella cattiva riuscita di una dieta. La bravura di un nutrizionista o di un educatore alimentare è di saper calibrare come ripartire queste calorie in % di grassi, proteine e di carboidrati. QUESTO FA LA DIFFERENZA…ed è alla base degli errori di molti.
Vi basti sapere che ingrassate (e vi gonfiate):
 - mangiate meno di quanto indicato dal calore calorico del vostro metabolismo
- mangiate troppe calorie in più di quanto indicato…e soprattutto NON LE CONSUMATE!
Per esperienza personale vi dico che il primo caso è il più frequente…anche se non mi crederete mai forse! Ed aggiungo che l’altro motivo del fallimento di una dieta, a parte la costanza e la buona volontà di chi si mette a regime, è dovuto al fatto che LA % DEI CARBOIDRATI, DELLE PROTEINE E DEI GRASSI SCELTI DAL NUTRIZIONISTA ERANO SBAGLIATE (p.es. un eccesso di carboidrati, non motivati se non da un proprio “credo” personale)
CONCLUDENDO…questa persona che dovrebbe fare? (per ordine di importanza)
o Ricalibrare la propria alimentazione con l’aiuto di un bravo nutrizionista 
o Fare attività fisica mirata all'aumento della massa magra (metter su muscoli!)
o Integrare…se serve! Ma un buon multivitaminico/multiminerale e gli omega 3 vanno consigliati SEMPRE
o Bere di più (acqua ovviamente!)



2)   Ora che sappiamo il nostro punto di partenza…serve capire quali sono i fattori “rallentanti” questo percorso di raggiungimento degli obiettivi:
a. problematiche posturali (ernie, protrusioni, doloretti vari muscoloscheletrici) a cui va data priorità prima di iniziare qualsiasi altra attività fisica e che vanno risolti SUBITO. La tempistica dipende DA VOI (l’alimentazione corretta anche in questo caso è fondamentale…non pensate di risolver tutto affidandovi solo ad un bravo medico esperto di medicina manuale, osteopata o fisioterapista che sia…perché per esempio, qualsiasi cura con elettromedicali, per esempio, fa molto meno effetto se la persona risulta disidratata (o non sufficientemente idratata) o in deficit proteico! Ricordatevelo…!) ma anche DALLA BRAVURA DEL TERAPISTA/PROFESSIONISTA che vi segue. Io spesso sento di casi di mal di schiena che durano anni e si cronicizzano e rimango molto perplesso…
b. malattie metaboliche in atto (diabete, ipertensione, complicanze cardiovascolari di vario genere e gravità)
c. malattie autoimmuni che prevedono un percorso molto specifico e particolareggiato

Qui è inutile che mi dilunghi troppo: conta sì la vostra buona volontà…ma se finite nelle mani di incompetenti purtroppo i benefici che otterrete saranno molto limitati, nulli o anche rischierete di peggiorare. 
MA…occhio!

Perché come prima cosa IO vi ho consigliato di fare questo test di BIOIMPEDENZIOMETRIA per STIMARE LA VOSTRA COMPOSIZIONE CORPOREA?
Perché questo test “smaschera” anche gli errori… Vostri…o di chi vi ha seguito! 
E non ci sono scuse possibili se non ci sono risultati voluti!

Perché se continuano i gonfiori generalizzati, i dolori muscolari, avete ancora ritenzione idrica, ecc e nel test di verifica (che di solito si fa dopo 2/3 mesi) risulta che bevete troppo poco, la colpa è solo vostra…
Ma se allenandovi non vedete una diminuzione evidente della massa grassa, non aumentate sensibilmente quella muscolare e soprattutto avete la sensazione di sentirvi piu gonfi/gonfie…forse è meglio che cambiate scheda di allenamento…e personal trainer! 




3)     Siamo finalmente giunti al punto centrale che riguarda strettamente anche la mia professione: 
QUAL'E’ L'ATTIVITA’ FISICA PIU’ ADATTA A MIGLIORARE LA MIA COMPOSIZIONE CORPOREA E DI CONSEGUENZA LA MIA SALUTE E FORMA FISICA? 

La risposta è UNICA e non ammette discussioni: 

QUELLA PIU’ ADATTA E’ QUELLA CHE MI VIENE CONSIGLIATA 
IN BASE ALLA MIA PERSONA, 
“CUCITA ADDOSSO” COME L’ABITO DI UN SARTO; 
PERSONALIZZATA ED ADATTATA ANCHE PER SODDISFARE I MIEI GUSTI 
E NON SOLO LE ESIGENZE DELL’AMBITO MERAMENTE SCIENTIFICO.


Ma allora la domanda sorge spontanea: va bene tutto? 
La risposta è NO!
Se l’obiettivo è quello di migliorare il nostro tono muscolare ci son delle regole precise da seguire e, piaccia o meno quello che dico (ma ribadisco che NON E’ UN’OPINIONE PERSONALE) queste “regole” vanno seguite IN PALESTRA.



Il lavoro che CHIUNQUE deve fare, con la dovuta cautela e con il supporto di professionisti qualificati è mirato all'AUMENTO DEL TONO MUSCOLARE.
Quindi?

Quindi ritorniamo brevemente al punto di partenza: qual’è il mio grado di forma fisica iniziale? 
A quanto “ammonta” la mia attuale massa muscolare?
Perché qui si aprono due possibili “percorsi” di rimessa in forma la cui differenza sta sull'intensità del lavoro da effettuare.



1° PERCORSO – SPECIFICO PER PERSONE IPOTONICHE (CON SCARSO TESSUTO MUSCOLARE), ANZIANI, FIBROMIALGICI, PERSONE CHE NON SI ALLENANO DA TANTO TEMPO

Controllo dell’alimentazione
Allenamento che può essere “ORDINARIO” (cioè serie e ripetizioni specifiche per ogni esercizio, di solito 2/3 serie per 10/15 ripetizioni con velocità d’esecuzione o tempo tensivo pari a 2”:2”) oppure allenamento A CIRCUITO con una successione senza pausa di esercizi (di solito 15 ripetizioni) da ripetere per 2/3 volte
Tra un circuito e l’altro si può fare qualche minuto di bike o di camminata a ritmo sostenuto (non veloce) come recupero attivo.
Vanno scelti al massimo 6 esercizi, uno per gruppo muscolare principale e dalla “spiccata” attività metabolica (pettorali, dorsali, spalle, gambe, glutei e polpacci o per le braccia)
I muscoli addominali e lombari, quelli che in gergo tecnico si definiscono il “core”, vanno allenati sempre a parte.
Personalmente consiglio un percorso sempre a pesi liberi (manubri e bilancieri) ma, nel caso di persone fortemente incondizionate ed anziani, si possono usare anche le macchine, che semplificano l'apprendimento dei movimenti da compiere.
IMPORTANTE: Non basta il lavoro a corpo libero…se non in una prima fase iniziale!
Il “sollevare pesi” (concetto dell’ “antigravitarietà”) è FONDAMENTALE per stimolare al meglio tutti i muscoli del tronco e creare il GIUSTO STIMOLO ORMONALE CHE E’ ALLA BASE DI QUALSIASI ALLENAMENTO.
Si conclude l’allenamento con 15/20 minuti di attività aerobica defaticante.
Non consiglio di fare esercizi di stretching se non lo stretto necessario…ma di curare al meglio l’esecuzione degli esercizi che dev’essere lenta e controllata
Questo percorso è AEROBICO, paragonabile ad attività all’aria aperta come la bici ed il nuoto o l'acquagym… 
MA…

BICI, CORSA, NUOTO, ACQUAGYM ED ATTIVITA’ SPORTIVE IN GENERE
NON SONO ATTIVITA’ DI MUSCOLAZIONE.
SI POSSONO FARE PER DIVERTIMENTO E PER PIACERE PERSONALE 
O COME ANTISTRESS 
(dovrei in questo caso aprire una parentesi consigliando, a seconda degli stati emotivi, 
delle attività “di scarico” specifiche…)
MA INCIDONO POCO O NULLA DAL PUNTO DI VISTA METABOLICO…
…ED ANZI, IN MOLTISSIMI CASI POSSONO ESSERE ATTIVITA’ DELETERIE.

Ricordiamoci che sono i muscoli che ci fanno muovere…e se sono pochi, si affaticano presto innescando tutta una serie di scompensi e fastidi che poi, cronicizzandosi, aumentano lo stato infiammatorio generale che poi si ripercuote su tutto il resto del nostro corpo (malattie autoimmuni comprese).





2° PERCORSO – SPECIFICO PER PERSONE DOTATE GIA’ DI UN BUON TONO MUSCOLARE (SUPERIORE AL 54% CIRCA DEL PESO CORPOREO)

Controllo dell’alimentazione
In questo caso il percorso può essere il più vario e dipende solo ed esclusivamente dai “limiti” ATTUALI della persona. La chiave di tutto, da concordare col proprio Personal Trainer, è la PERIODIZZAZIONE DEL PROGRAMMA DI ALLENAMENTO, cioè la costruzione di un programma che sia vario e differente non solo nel breve termine ma che duri tutto l’anno.
Lo fanno gli sportivi, i professionisti…ma non c'è alcun motivo per escludere anche i semplici “amatori” o appassionati.
Va bandito il “tutto e subito”: ROME WASN’T BUILT IN A DAY!!!
Nemmeno i professionisti mantengono la stessa forma fisica durante tutto l’anno: per loro, lo scopo è quello di arrivare in forma al momento delle gare… Per una persona “comune” l’obiettivo potrebbe essere quello della fatidica “prova costume” o di partecipare con orgoglio alla maratonina di paese... Ciò che vi voglio comunicare è che il corpo ha bisogno dei giusti e fisiologici tempi di adattamento che dipendono da persona e persona. In 6 mesi di allenamento è raro aumentare del 4% la propria massa muscolare (mi riferisco a quella che in gergo si chiama “massa proteica” che è quella metabolicamente attiva).  Poi, certo!, c'è chi è geneticamente favorito…ma vi assicuro che se vi allenate bene (o venite allenati bene…) sarete in grado di sopportare anche qualche stop temporaneo, e non andrete a perdere ciò che avete acquisito con tanta fatica.
Tornando alla periodizzazione io consiglio a tutti di parlare col Personal Trainer che vi seguirà e di farvi preparare un programma di massima per il periodo prefissato di allenamento. Un bravo Trainer deve essere in grado di progettare questo schema con precisione…e deve essere molto convincente oltre che motivante!
Ecco che in questo progetto, ciclicamente ci possono stare allenamenti “classici” in sala pesi (tutto quello che trovate nelle palestre adeguatamente attrezzate), allenamenti col Kettlebell, col sandbag, col TRX, funzionali, ecc.  Dipende anche dalla competenza del Trainer e dall'offerta della palestra in cui siete iscritti.
Gli allenamenti, a seconda del periodo, saranno più o meno aerobici, si lavorerà sulla forza e sulla resistenza, sulla vascolarizzazione (per migliorare la circolazione sanguigna e quindi tutto ciò che riguarda anche gli inestetismi come la cellulite), sull'ipertrofia (l’aumento del volume muscolare) e sulle “parti critiche” del corpo di ognuno come i famosi accumuli di grasso sottombelicale o ai fianchi così difficili da smaltire.
ma OCCHIO…lo ripeto…BISOGNA PROGETTARE L’ALLENAMENTO che non deve essere un’accozzaglia di esercizi buttati lì a caso!
Per esempio, porci come obiettivo la forza significa lavorare (per tutti!) con grossi carichi e poche ripetizioni: lo stimolo ormonale è specifico…ed è quello che dobbiamo ottenere. Lo stesso vale se l’obiettivo è l’aumento del volume muscolare (IPERTROFIA)… Concludere questi allenamenti con estenuanti corse sul tapis roulant o alternare le sedute in palestra a corsette all’aria aperta rende totalmente inefficace il lavoro fatto in palestra. E non ci fa migliorare nemmeno la nostra capacità aerobica! Anzi…facilmente può condurci al SOVRALLENAMENTO e quindi a tutta una serie di infiammazioni generali (stessi rischi già citati precedentemente) sino all’infortunio muscolare ed al catabolismo muscolare. 
Non sempre vale la regola che “più si fa, meglio è…”
Le sedute devono concludersi con pochi minuti aerobici defaticanti (10 o 15 al massimo) per facilitare lo smaltimento dell’acido lattico accumulato durante la seduta.




APPENDICE:   I CASI SPECIFICI 
(considerazioni di massima e “pensieri liberi”)

IPERTIROIDISMO: 
1. Controllo dell’alimentazione e dell’integrazione
2. Allenamento che non duri  più di 45minuti
3. Più adatti agli sforzi brevi e molto intensi
4. Scelta di esercizi monoarticolari
5. Non esagerare con l’attività aerobica e gli sforzi aerobici intensi (crossfit e simili)
6. Possono essere utili corsi collaterali di meditazione, yoga, rilassamento, acquagym…ma più per piacere personale. 
7. Frequenza d’allenamento settimanale ideale 2 volte.

IPOTIROIDISMO:
1. Controllo dell’alimentazione e dell’integrazione
2. Allenamento che può durare fino ad un’ora, ma dipende dalla tolleranza individuale
3. Più adatti agli sforzi progressivi; l’intensità dipende dalla tolleranza individuale e dal background d’allenamento (oltre che dalla composizione corporea come già spiegato)
4. Non esagerare con l’attività aerobica e gli sforzi aerobici intensi (crossfit e simili)
5. Non consiglierei corsi eccessivamente rilassanti e nemmeno l’acquagym: gli ipotiroidei necessitano di un’attività fisica che contribuisca “a rimettere in moto il motore”. La sala pesi è l’ambiente più adatto per ottenere gli obiettivi prefissati. Possono essere utili tutte le ginnastiche funzionali, col sandbag o col TRX.  Non consiglio l’allenamento col kettlebell in quanto eccessivamente intenso. 
6. Ci si può affidare inizialmente anche all’home gym a corpo libero…ma solo come fase iniziale d’allenamento, soprattutto se la persona in questione ha una scarsa massa cellulare attiva (massa muscolare al di sotto del 50% del peso corporeo)
7. Frequenza d’allenamento settimanale variabile, in base all’ “esperienza” della persona ed alla funzionalità della tiroide. Indicativamente 3 volte.

MALATTIE AUTOIMMUNI:
1. Controllo dell’alimentazione e dell’integrazione
2. L’ALLENAMENTO DIPENDE DA PERSONA A PERSONA ma l’approccio è più simile a quello per gli ipertiroidei. La cosa più importante è la durata dell’allenamento che dev’essere breve.
3. Pochi esercizi, i più importanti devono essere multiarticolari in quanto la resa dev’essere massima avendo a disposizione poco tempo per allenarsi
4. Mai allenarsi a digiuno
5. Possono essere utili corsi collaterali di meditazione, yoga, rilassamento, acquagym…ma più per piacere personale. 
6. Frequenza d’allenamento settimanale variabile, in base al grado di infiammazione ed alla capacità di recupero. Indicativamente 2/3 volte.

Pilates fatelo come attività collaterale per migliorare il vostro assetto posturale, come anche lo yoga ed il thai chi (se fatti bene…); non aspettatevi reali miglioramenti dal punto di vista metabolico
Il nuoto, la corsa, andare in bici fanno bene…se vi piace stare all’aria aperta. Ma senza un’adeguata preparazione muscolare possono far danni! Anche in questo caso non aspettatevi reali miglioramenti dal punto di vista metabolico.  Queste, come le pratiche sportive, non sono attività di muscolazione: affinano e specializzano la qualità delle nostre fibre muscolari “preparandole” alla disciplina che ci siamo scelti. Ma nulla più!
Zumba, corsi di ballo e simili e spinning sono attività ludiche: permettono di sudare molto e di consumare calorie ma OCCHIO A QUANTO MANGIATE PERCHE’ QUELLO CHE BRUCIATE DURANTE IL CORSO LO DOVETE POI RECUPERARE! Non aspettatevi alcun miglioramento dal punto di vista metabolico.
Certo…piuttosto che star distesi sul divano…
Ma attenzione a chi ha problemi di cellulite, circolazione, gambe gonfie e pelle edematosa: possono far peggiorare a situazione!!!
Acquagym e corsi di ginnastica in acqua: utili per migliorare la circolazione sanguigna (favorendo il reflusso sanguigno) e quindi per ridurre i problemi di cellulite…ma niente più. Non aspettatevi alcun miglioramento dal punto di vista metabolico.
Crossfit, tabata, HIIT e simili sono attività molto intense adatte a chi sta bene in salute ed è allenato. Sono attività che consiglio caldamente ma sono attività molto intense, permettono di consumare molte calorie ma occhio alla dieta ed alla vostra introduzione calorica giornaliera. In caso di deficit calorico andate velocemente in sovrallenamento e “vi bruciate” massa magra invece di migliorarla…e non è proprio il caso!

Il dimagrimento localizzato non esiste…ma è frutto di un processo lungo modulato dalla vostra attività ormonale oltre che metabolica. Quindi, occhio alla dieta ed all’allenamento…ed armatevi di pazienza!

La corsa peggiora i problemi di cellulite e di circolazione…

Se le gambe sono il vostro problema, fatevi consigliare bene prima di allenarle! Spesso, “meno le toccate” meglio è.  Sono  consigliati gli allenamenti a circuito che stimolano la circolazione sanguigna, in particolar modo il P.H.A. (Peripherial Heart Action).

Chi ha problemi di osteoporosi, anche se in tarda età , DEVE ALLENARSI CON I PESI! E’ l’unico modo, generato dal concetto di sollevamento pesi ed “antigravitarietà” (ovviamente dopo aver imparato a far bene i movimenti…) che garantisce, col supporto della giusta dieta ed integrazione, di invertire il processo di demineralizzazione ossea.



Per concludere...








COME RESPIRIAMO?

Non c’è nulla di più naturale e spontaneo della respirazione, ma sei sicuro che il tuo modo di respirare sia efficace? 
Attraverso questo TEST ed alcuni esercizi imparerai a “sentire” il tuo respiro, acquisirai maggiore consapevolezza dei tuoi muscoli e del tuo corpo. Diverrai capace di regolarla attraverso corretti aggiustamenti per utilizzare al meglio quella che secondo alcune filosofie orientali viene definita “forza vitale” (prana). 
Perché ciascuno faccia pieno uso della forza vitale è necessario saper sfruttare il proprio apparato respiratorio. 
Normalmente, a meno che ci muoviamo attivamente o siamo impegnati in un’attività strenua, utilizziamo solo una piccolissima percentuale del nostro innato potenziale respiratorio.
Quando si respira poco profondamente, per una qualunque ragione, non soltanto diminuiamo l’inspirazione di energia vitale disponibile ma riduciamo anche la misura in cui “tendiamo” e vitaliziamo regolarmente i nostri polmoni. Di conseguenza tale limitazione comporta una scarsa elasticità dei polmoni e dei muscoli che li circondano, rendendo ancora più difficile ed improbabile la respirazione profonda a cui bisognerebbe tendere.
Nel corso del test si andrà, inoltre, ad analizzare il ruolo che giocano le emozioni e come esse influiscono sul corpo, sui muscoli e quindi sul nostro respiro, in modi specifici e a loro volta come le funzioni del corpo lo predispongono a certi stati emotivi. Lo stress e l’ansia, ad esempio, condizionano molto la funzione respiratoria; avere una buona consapevolezza del proprio modo di respirare, dei meccanismi per regolarla e controllarla quando serve è fondamentale per garantire all'organismo il necessario rilassamento e il ripristino di una condizione di equilibrio e di armonia. L’apparato respiratorio rappresenta lo scambio tra l’ambiente esterno e l’ambiente interno. 

Gli organi principali del sistema respiratorio sono il naso, la bocca, la trachea, con faringe e laringe, i bronchi, i polmoni e il diaframma; tutti concorrono per una sana respirazione.








TEST:

Chiudendo gli occhi appoggia il palmo della mano sullo sterno e l’altro sopra l’ombelico; respirando lentamente cosa senti?
  • La mano che si muove per prima è quella sull'ombelico 
  • La mano sullo sterno è la prima a muoversi 
  • Mi sembra che si muovano insieme


Controlla le tue spalle, stando in piedi o seduto su una sedia davanti ad uno specchio, mantenendo le braccia lungo il corpo e osserva:
  • Vengono spinte indietro ad ogni inspirazione 
  • Restano abbastanza ferme con un movimento minimo sai nella inspirazione che nella espirazione 
  • Si sollevano verso l’alto ad ogni inspirazione in modo evidente


Appoggia un dito sotto le clavicole, esercitando un po’ di pressione, da un lato e poi dall’altro cosa senti?
  • Non sento alcun movimento 
  • Riesco a percepire il respiro sotto il dito 
  • La clavicola e la spalla si sollevano verso l’alto


Appoggia il palmo delle mani contemporaneamente una da una parte e l’altra dall’altra sul costato laterale medio, cosa avverti?
  • La gabbia toracica che si espande 
  • Le costole sono immobili 
  • Entrambe le mani si innalzano in modo omogeneo


Metti le mani sulla zona lombare-renale della schiena conferendo così alla mano una posizione diagonale o obliqua rispetto all’asse verticale del corpo, cosa riesci a sentire?
  • Le costole si sollevano in modo uguale da entrambi i lati 
  • Avverto un leggero movimento solo da una parte 
  • Le mani restano immobili


Con le mani posizionate come prima ma un po’ più in basso con le dita verso l’osso sacro:
  • Riesco ad avvertire che il respiro giunge fino all’osso sacro 
  • Riesco a sentire il respiro ma debolmente 
  • Non avverto nulla


Quando provi un’emozione negativa (paura, rabbia, …):
  • Riesci a calmarti controllando il modo con cui respiri 
  • Resti scosso e turbato per diverso tempo 
  • Provi un senso fastidioso di affanno e non sai che fare.


Ad un appuntamento:
  • Arrivi molto tempo prima dell’ora stabilita e sei impaziente 
  • Sei in genere puntuale 
  • Arrivi in ritardo perché ti sbrighi sempre all'ultimo minuto


Se devi parlare in pubblico:
  • Sei in preda al panico e vorresti parlasse un altro al tuo posto 
  • Sei molto agitato già prima di cominciare 
  • Affronti la relazione con tranquillità e rilassatezza


Se dovessi localizzare una forte emozione in una zona del tuo corpo dove la collocheresti?:
  • Nella pancia 
  • Nel petto 
  • Nella testa


In genere la notte…:
  • Dormi serenamente 
  • Fai fatica ad addormentarti per i troppi pensieri 
  • Hai un sonno agitato e ti svegli spesso


Ti capita di sbadigliare?
  • Sì, lo uso spesso; aiuta a rilassarmi e a calmarmi 
  • Di solito ad ogni risveglio e prima di addormentarmi 
  • Non ricordo e comunque cerco di trattenermi, perché non sta bene farlo.

Esercizi di respirazione a terra (Aiutano a vincere le contratture muscolari) 


Ricercare la posizione di massimo rilassamento muscolare: sdraiarsi sulla schiena con le gambe leggermente divaricate, secondo l’ampiezza del bacino, e piegate, con i piedi a terra. Eseguire esercizi di respirazione: espirare a bocca socchiusa fino ad ottenere la contrazione dei muscoli addominali. Inspirare profondamente dal naso a bocca chiusa indirizzando l'aria nell'addome.

1) Inspirare spingendo in su l’ombelico favorendo la mobilizzazione (massima possibile…) in antiversione del bacino. Espirare e, sempre concentrandosi sull'ombelico, favorire la retroversione del bacino e l’appiattimento del rachide a terra.   

2) Inspirare cercando di mobilizzare e riempire la cassa toracica senza alterare la posizione del bacino (la schiena va inizialmente appiattita a terra). Durante l'inspirio, accompagnare il movimento della cassa toracica con gli arti superiori che si aprono “a raggio” tipo uomo vitruviano lungo il fianco e sollevare leggermente il mento. Durante l'espirio, portare il mento verso lo sterno, a favorire una detensione cervicale bloccando però le braccia nella posizione ottenuta precedentemente.       

Eseguire le due tecniche di respiro per almeno 15 volte in successione

Terapie naturali nelle DERMATITI e nella PSORIASI

La pelle è l'organo che meglio rappresenta il nostro stato di benessere, un vero e proprio biglietto da visita del nostro stato di salute e bellezza.
La comparsa di lesioni, le variazioni di colore, di consistenza e di temperatura sono un utile "campanello di allarme" di patologie a carico di altri organi primari. Ad esempio il pallore può essere sintomo di una ridotta quantità di emoglobina e quindi di anemia, la cianosi può essere invece legata a patologie cardiovascolari.
La pelle è anche il primo contatto del nostro corpo con il mondo, il confine tra interno ed esterno e rappresenta la sede dell'espressione delle emozioni.
Numerose condizioni emotive si esprimono attraverso essa, dal rossore della timidezza alle affezioni di origine psicosomatica che si manifestano attraverso patologie dermatologiche; stress, traumi, dolori o gravi stati emotivi si riflettono spesso sulla pelle.
Le dermatiti e la psoriasi sono alcune di queste manifestazioni.

Eczema o Dermatite
L'eczema o dermatite è un'infiammazione della pelle caratterizzata da eritema, cioè rossore, presenza di vesciche con fuoriuscita di liquido acquoso, prurito e bruciore. Ne esistono diversi tipi, tuttavia i più comuni sono: l'eczema da contatto, l'eczema atopico e la dermatite seborroica.
  • Eczema da contatto
E' una reazione della pelle che avviene al contatto con sostanze irritanti o con sostanze in grado di scatenare una vera e propria reazione allergica.
  • Eczema atopico
E' un'infiammazione cronica della pelle, pruriginosa e non dovuta al contatto con particolari sostanze; la causa scatenante non è nota anche se, a volte, può essere provocata da sostanze inalate o da alimenti. La medicina allopatica più che guarire riesce a controllare l'eczema attraverso la somministrazione di antistaminici e cortisonici.

  • Dermatite seborroica
E' un'infiammazione caratterizzata da rossore, senza vescicole, ma con la formazione di piccole squame secche o untuose. Si sviluppa prevalentemente sul volto, nel cuoio capelluto, dietro i padiglioni auricolari e sullo sterno, con prurito d'intensità variabile. La manifestazione peggiora spesso in autunno - inverno.


Psoriasi
La psoriasi è una patologia autoimmune che si manifesta con placche secche aventi squame bianco-argentee che si staccano facilmente, raramente pruriginose ma che nascondono una cute rossa ed infiammata. Spesso peggiora in inverno per poi migliorare in estate. Le placche compaiono in zone specifiche del corpo, soprattutto a livello dei gomiti, ginocchia, parte lombare e sacrale della schiena, cuoio capelluto, palmi delle mani, pianta dei piedi, bordi delle unghie.
In questa patologia la proliferazione cellulare della pelle avviene troppo rapidamente, con un ricambio ogni 4 giorni anziché nei normali 28. La causa primaria è sconosciuta anche se si riscontra una certa predisposizione ereditaria, mentre i principali fattori scatenanti sono lo stress, i traumi emotivi e l'accumulo di tossine a livello intestinale.

I trattamenti
La medicina allopatica propone terapie per lo più sintomatiche in base alla gravità. Sono terapie locali che vanno principalmente ad attenuare il sintomo senza però risolverne la causa profonda: molto spesso infatti sospendendo il trattamento il sintomo ricompare.
La medicina naturale propone invece di trattare la causa profonda, cioè il "terreno dell'individuo", per renderlo più forte nei confronti delle cause scatenanti.
Le tossine sia fisiche che emotive che l'organismo non riesce ad espellere attraverso gli organi emuntori primari (fegato, intestino, reni) vengono drenate attraverso la pelle. E' indispensabile pertanto ridurre la quantità di tossine introdotte attraverso l'alimentazione e lo stress, e al contempo promuovere l'eliminazione di quelle depositate.

Alimentazione, depurazione e stress sono dunque i fattori primari su cui intervenire.

Come prima cosa occorre prendersi cura degli organi emuntori:
  • Intestino: è possibile migliorarne la funzionalità correggendo l'eventuale stipsi attraverso l'alimentazione, stimolando la peristalsi e favorendo l'evacuazione in modo da limitare il ristagno di scorie. E' opportuno ripristinare la flora intestinale e correggere l'eventuale candidosi in atto. Molto importante in questo processo risulta l'alimentazione, in particolare il riconoscimento e la risoluzione delle Intolleranze Alimentari: gli alimenti che ci disturbano sono visti dal nostro organismo come tossine che affaticano il processo digestivo e che ostacolano l'eliminazione delle sostanze nocive, con il risultato di intossicarlo ancora di più.



  • Fegato e Reni: la risoluzione delle intolleranze alimentari risulta di aiuto anche per ridurre i sovraccarichi del fegato; questo unitamente ad un trattamento disintossicate a base di erbe o attraverso la Floriterapia e ad una corretta idratazione favorisce l'adeguata eliminazione delle scorie.
Dal punto di vista topico è molto importante rispettare l'equilibrio idrolipidico della cute con prodotti detergenti non aggressivi e con creme ed oli idratanti e ricchi di Omega3 che hanno proprietà antinfiammatorie (ad esempio anche il comunissimo olio extravergine di oliva!).

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Per quanto riguarda il fattore emotivo, spesso causa scatenante delle acutizzazioni, si può utilizzare la Floriterapia con i Fiori di Bach sia livello sistemico che locale, sotto forma di creme.

L'utilizzo della floriterapia nelle dermatiti in genere 

Beech è adatto per lo stato di irritazione e l'intolleranza che si manifesta anche a livello della pelle; Agrimony quando è presente prurito o tormento; Impatiens quando l'irritazione della pelle si manifesta in seguito ad un episodio particolare che ci ha irritato o infastidito.
Per l'eczema da contatto può risultare utile Mimulus quando la patologia esprime un modo di "prendere le distanze" da situazioni che vengono vissute come pericolose o minacciose.
Per tutti gli eczemi infetti o trasudanti Crab Apple disinfetta, drena e purifica sia fisicamente che psichicamente.
Per la psoriasi Agrimony è adatto per il tormento e per chi si ostina a minimizzare un problema che colpisce nel profondo; Cherry Plum quando la crisi psorisiaca sembra prendere il sopravvento; Vervain per il rossore, l'esagerata proliferazione della pelle; Holly per il rossore e la rabbia che esprime.
Una terapia naturale richiede costanza ed impegno (è molto più semplice sopprimere il sintomo con il cortisone), però offre la possibilità di conoscersi, sentirsi e gestire autonomamente la situazione migliorando la propria risposta nei confronti del problema.
Stimola quella che viene definita la capacità di autoguarigione del corpo e può avere come effetti "collaterali" solo quello di andare a migliorare anche altre problematiche che non erano lo scopo principale della terapia (perché si lavora sul terreno e quindi sull'intero organismo).

Dietrofront: il colesterolo alto non fa male al cuore

Tratto da:



Secondo un esperto ritenere che il colesterolo alto sia un potenziale fattore di rischio per le malattie cardiache e la possibile morte correlata è soltanto un mito da sfatare



Siamo abituati da ormai molto tempo a considerare il colesterolo come un nemico da combattere. Tuttavia, potrebbe anche essere che le cose stiano diversamente.


Secondo il dottor Jonny Bowden, che ha scritto e pubblicato un libro dal titolo esplicativo “The Great Cholesterol Myth” (Il Grande mito del Colesterolo) ridurre il colesterolo non solo non previene necessariamente le malattie cardiache, ma alti livelli di colesterolo non sono un buon predittore di malattia cardiaca.

Chi soffre di malattie cardiovascolari non è dunque detto abbia problemi di colesterolo, sostiene Bodwen, il quale ricorda a Fox News che il 50% dei pazienti ricoverati negli ospedali Usa per malattie cardiovascolari ha un colesterolo normale e, per contro, la metà delle persone con livelli elevati di colesterolo – che in teoria dovrebbero essere a rischio – hanno invece un cuore normale.

Il “rischio” colesterolo sarebbe sovrastimato a detta di Bodwen e questo elemento non svolgerebbe alcun ruolo nel favorire lo sviluppo delle malattie cardiache. Anzi, secondo l’esperto l’aver accentrato l’attenzione sul colesterolo ha sviato l’attenzione da altri fattori di rischio per la salute di cuore e arterie più reali come l’infiammazione organica, il danno ossidativo, lo stress e l’uso dello zucchero nella dieta.

Anche le differenze tra i due tipi principali di colesterolo: l’HDL e LDL – rispettivamente considerati quello “buono” e quello “cattivo” – secondo Bodwen non sarebbero così significative.
Il problema, semmai, è proprio la somma dei fattori di rischio che può essere dannosa per la salute. Insomma, sul colesterolo se ne sono già dette tante e alla fine non si sa bene più cosa pensare. A scanso di equivoci, seguire una dieta sana e corretta non può che far bene e, se poi il colesterolo davvero non c’entra nulla, meglio ancora: un pensiero in meno. 




"Un viaggio di mille miglia comincia sempre con un primo passo" - Lao Tzu -

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