ARMONIA E DISARMONIA: l'evoluzione della malattia e la via verso il benessere


Il sistema neurovegetativo è la centralina del nostro corpo fisico, i nostri pensieri positivi/negativi, vengono accolti dal nostro sistema nervoso che si rilassa o si contrae, procurando armonia o disarmonia.
La disarmonia agisce sul sistema nervoso e sugli organi del corpo fisico,
preludendo ad eventuale malessere, essa indica che le forze dell'anima non sono in accordo con le nostre forze divine. 
La disarmonia ci fa perdere energia vitale e ci trascina verso un livello di coscienza o in un campo di frequenza basso. La carenza di energia crea i presupposti per un ambiente adatto al manifestarsi della malattia.


Sul piano fisico tutti sono in grado di indicare dove si trova il problema; sui piani sottili si tratta invece di porre la domanda giusta alle ferite di ogni tipo che sono comunicazioni dirette della nostra anima. 


Il linguaggio simbolico del corpo, che è la lingua più parlata al mondo, fornisce le indicazioni chiare per trovare spesso la soluzione. Attraverso la comprensione del linguaggio del corpo, ritroviamo l'accesso alle nostre radici, sia della cultura che della grande famiglia umana e ci rendiamo conto di quanto è esemplare il suo modo di esprimersi e quanto sia pieno di tutte le esperienze di tutti i tempi. Esistono numerose definizioni di salute e malattia.


Il benessere rappresenta un’armonia fisica, psichica, mentale, spirituale, che si ripercuote sull'armonia della struttura intera, accompagnata da un armonia con l’intero universo e una comunicazione libera con la natura, con la realtà manifestata. Queste sono le premesse della realizzazione di uno stato di salute fisica, energetica, emotiva, affettiva, mentale e spirituale che sono lo stato primordiale e naturale dell’uomo.

Il modo in cui dormiamo, parliamo, viviamo, mangiamo, le azioni, le attitudini, i pensieri, i sentimenti, le emozioni, le persone che ci circondano e le relazioni che stabiliamo con loro, il modo di percepire in generale il mondo, sono decisivi per il mantenimento inalterato dello stato di benessere.

La malattia è spesso una convinzione falsa, ma profondamente radicata nell'essere malato; tanto radicata da arrivare a prendere forme materiali che si manifestano a livello fisico. 
La malattia è quindi la conseguenza di alcune risonanze basse che l'essere mantiene, con la falsa convinzione che gli siano proprie. Queste convinzioni hanno talvolta la loro sorgente a livelli molto profondi e si manifestano anche sotto forma di pensieri e vissuti "bassi".


L’errore comune è di considerare queste manifestazioni normali e di identificarsi completamente con queste, come per esempio dire "sono arrabbiato" o "sono triste"  non riuscendosi però a dissociare e a vivere con distacco questi momenti vissuti. 
Molte persone mantengono questo atteggiamento perché lo considerano normale, come dei bambini che imitano il comportamento dei grandi facendo gli arrabbiati ma senza veramente viverne gli stati corrispondenti. 
Col tempo però questi comportamenti diventano abitudini e condizionano la maggior parte della vita. 

La malattia è di fatto un allontanamento dall'essenza del proprio essere, avendo come substrato l' "ignoranza". 
La persona malata non è più sé stessa, non si conosce e finisce con estraniarsi dalla realtà.
Ogni malattia è sempre un messaggio che proviene dal nostro corpo e dalla nostra anima. Più la malattia è grave e lunga e più siamo distanti da noi stessi, immersi nella confusione del mondo che ci circonda.

Di conseguenza la vera guarigione presuppone, il ritrovare sé stessi, RICONOSCENDO VERA NATURA
dell’essere. Per questo motivo è necessaria una "rieducazione" cosciente, attiva e partecipativa, possibilmente sostenuta da rimedi di vario tipo che aiutino la ri-scoperta del di sè stessi.

In questo frangente si inserisce per esempio la figura del NATUROPATA che cerca con le proprie tecniche di  trovare le cause dei vari disagi senza partire però dai sintomi, suggerisce delle terapie per sostenere il riequilibrio e l'autoguarigione della persona considerando il contesto in cui vive e soprattutto promuovendo la prevenzione più che la cura in sè.


Ognuno di noi ha un corpo con un istinto animale, delle emozioni con cui sentire, una mente per ragionare, un cuore per amarci ed amare e un’anima per essere consapevole. 
Non occorre niente di più, anzi, occorre togliere il superfluo e rimanere con l'essenziale.
I pensieri positivi ci permettono guarigione, scambi armoniosi con i nostri simili e contatto amoroso con la nostra anima.
Se vogliamo benessere, le energie positive debbono poter scorrere dall'anima al corpo fisico.

I passi verso la guarigione

Il primo passo verso la guarigione consiste nel riconoscere che un problema (un sentimento o un pensiero negativo, come, per esempio, l’ incapacità di perdonare qualcuno) che portiamo irrisolto con noi è la causa della malattia, che noi stessi siamo la sua causa e che nessuna ragione esterna la ha provocata e quindi accettarlo.

I tre passi successivi consistono nell'andare avanti e nell'abbandonare i sentimenti negativi che hanno causato la malattia, perdonando e perdonandoci, assumendo un atteggiamento distaccato e cercando di esaminare il nostro stato in maniera diversa.  Superando quindi le fasi di collera, "patteggiamento" e depressione o ira verso noi stessi.

L’ultimo passo richiede la volontà di modificare il modo di pensare e di esistere, assumendo una attitudine saggia, piena di amore e di pazienza verso di noi e verso le persone con le quali entriamo in contatto.
In quest’ultimo passo, ma non per importanza, è fondamentale ritrovare la totale fiducia in noi stessi e nella nostra capacità di raggiungere la guarigione.


La nostra CONVINZIONE e la nostra CONSAPEVOLEZZA fungono da "risonanza" per tutti quei processi che conducono alla guarigione.

Concludendo...

Da tempo immemorabile sappiamo che l’ansia, la paura, la collera e il senso di colpa provocano cambiamenti fisiologici, fino alla malattia. 


Queste emozioni non sono in sé ne buone né cattive.  Se vengono represse, provocano instabilità emotiva; ma se si affrontano generano la salute.
L'ansia ci avverte di un sovraccarico emotivo, talvolta inizialmente apparentemente immotivata. Ma quando individuiamo l’oggetto dell’ansia, questa diminuisce man mano che se ne affrontano le cause. Le paure possono essere la fonte potenziale della frustrazione che genera collera o alimenta vari sensi di colpa se di base scarseggiamo di autostima.
I cambiamenti in genere portano queste tensioni che aumentano mano a mano che abbiamo la sensazione di perdere il controllo della situazione (ansia), non siamo stati in grado di dominare la
situazione quando potevamo farlo (senso di colpa),  non ci sentiamo aiutati e capiti da nessuno (paura) e sopratutto da qualcuno che potrebbe farlo (collera).
Ecco che quindi diventa fondamentale la tappa del PERDONO e l'ACCETTAZIONE (ma non la rassegnazione...) del presente per arrivare alla guarigione, con la convinzione che non esiste sconfitta ma solo delle lezioni di vita non comprese. 

Non esiste un rimedio unico che sia il più efficiente per un certo disturbo o per un certo organo malato.
È quindi un’illusione pensare di poter amministrare un rimedio o un altro e eliminare la sofferenza con le sue cause. Nessun vero risultato durevole non si ottiene finché il paziente non attua una trasformazione interiore, nel senso di correggere, eliminare alcune attitudini, sentimenti, pensieri, vissuti, reazioni che alimentano la sua sofferenza.

Fare attività fisica, alimentarsi in modo equilibrato, sano e consapevole prediligendo cibi stagionali e non elaborati industrialmente e raffinati, utilizzare integratori e rimedi naturali e naturopatici (fiori di Bach o oli essenziali), piante officinali ed oligoelementi ha lo scopo di "catalizzare" un processo di penetrazione, di chiarimento e di sostegno interiore, per dirigere nella sana direzione gli sforzi fatti verso la trasformazione e verso la salute.
Per focalizzarli.

E non scordiamoci mai di sorridere sempre...o più possibile!


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