Il cibo come compensazione emotiva: 10 CONSIGLI PRATICI PER RIMETTERSI IN REGOLA



1. Fame d’affetto 

Mangiando cerchiamo di donarci amore come il bambino che succhia il latte dal seno materno. 
Il cibo è un modo rapito ed automatico per mettere a tacere l’angoscia che origina da problemi della vita quotidiana: lavoro, famiglia, stress ecc… 
SOLO SE CAMBIAMO IL MODO DI PENSARE, DI STARE CON NOI STESSI E CON GLI ALTRI POSSIAMO DIMAGRIRE DAVVERO.


2. Il valore simbolico del cibo

Il cibo spesso è legato alle tradizioni e agli affetti es: “le lasagne della nonna”, non solo sono buone ma assumono una valenza affettiva che le rende desiderabili, irrinunciabili perché evocano tradizioni, ricordi, il calore della famiglia, ecc… Il cibo nella sua funzione comunicativa, evocatrice di immagini e suggestioni esercita un effetto sulle nostre emozioni, aspetto su cui fa leva la pubblicità: “la tv ci suggerisce puntualmente ogni sera (..) come cuocere in forno l’amore materno, come rinnovare la tradizione dei nonni, come risvegliare la seduzione, come rilassarsi con una bevanda, come diventare speciali grazie ad un aperitivo.” 


3. Perché non sappiamo più chi siamo 

I cambiamenti rapidi che avvengo a livello sociale, le mode che vanno e vengono e bisogna seguirle…altrimenti non sei nessuno, confondono l’identità che si destabilizza e va in crisi. Per ciò la pubblicità funziona: è sufficiente mangiare quel cibo, bere quell'aperitivo ma non solo, indossare quel profumo, usare quel detersivo per essere migliori, più forti, inattaccabili, instancabili, desiderabili, simpatici ecc… Cerchiamo la nostra identità all'esterno anziché trovarla dentro di noi “Si ingrassa perché ragioniamo troppo. E soprattutto troppo come gli altri. Non ci sembra di avere una nostra specificità, un compito da assolvere nella vita, come il ragno che fa la sua ragnatela.”
RISCOPRIRE SE’ STESSI, LE PROPRIE QUALITA’, LE PROPRIE PASSIONI, LA PROPRIA UNICITA’.  IN DEFINITIVA: LA PROPRIA IDENTITA’ .


4. Pensieri rivolti al passato: 

Tendenza ad attribuire la causa delle proprie condizioni attuali all'esterno, ad esperienze passate, agli altri, tendenza a rimuginare “a parlare sempre e troppo delle proprie sofferenze”. 
PER DIMAGRIRE DOBBIAMO ESSERE NEL PRESENTE.


5. Eccessiva forza di volontà: 

Chi ingrassa pensa di avere poca forza di volontà, ma è vero il contrario. E’ troppo severo con sé stesso, non vive più la vita con serenità e leggerezza. Si ingrassa perché si è in lotta con sé stessi, per “dover” essere conformi all'immagine che gli altri hanno di noi: una brava moglie, una brava madre, generosa, altruista, amata dagli altri..e così è tutto sotto controllo…tranne il cibo, unica sfera in cui “l'anima” troppo repressa si ribella. 


6. Troppo autocontrollo 

Quando la vita si svuota di piaceri la bocca si riempie per compensare. Recenti scoperte della neurofisiologia dimostrano che ingrassano soprattutto le persone che avvertono il peso della routine o che vivono con pesantezza i loro impegni. Il grasso è amore andato a male. Una vita priva di piaceri ma vissuta con senso del dovere provoca eccessiva autocritica, malattie psicosomatiche, depressione e…tendenza ad ingrassare. 
C'è una base fisiologica in questo: nel nostro cervello ha sede il nucleo accumbens, una struttura che regola i livelli di dopamina, sostanza che crea la sensazione di benessere. Se i livelli sono troppo bassi perché manca il piacere,…se la procura da qualche altra parte. L’ipotalamo è la sede delle emozioni primordiali: la fame, la sete, la paura, la rabbia, il desiderio sessuale ecc… che vanno tutte soddisfatte. Troppo controllo e inibizione delle emozioni porta l’ipotalamo a trovare alternative ai bisogni vitali non soddisfatti e il cibo è il miglior candidato perché è lì, a portata di mano. 
RISCOPRIRE IL PIACERE: ESSERE INNAMORATI DELLA VITA, ESSERE CREATIVI, AVERE INTERESSI, RIDERE, GIOCARE.


7. Rimandare la vita 

La tendenza a pensare troppo a un futuro lontano agisce nell'ipotalamo come campanello d'allarme che si attiva per incamerare più calorie possibile per un eventuale periodo di letargo. Allo stesso modo anche il pensare che saremo felici solo quando avremo risolto determinati problemi ci porta alla tristezza e al ristagno. 
ESSERE FELICI...ADESSO!


8. Non ci amiamo abbastanza

Ingrassiamo quando subiamo la vita, non ci accettiamo come siamo.
Pensieri negativi. “per chi devo essere bella ?, tanto nessuno mi guarda”, “l’unico piacere me lo dà il cibo”. 
Per affetto, quieto vivere, abitudine, difficoltà ad imporsi, lasciamo decidere agli altri , ci lasciamo “invadere”…il grasso è una difesa dall'invadenza.
TOLLERARE FINO AD UN CERTO PUNTO, TENER CONTO DELLE PROPRIE ESIGENZE, NON RINUNCIARE AL PROPRIO SPAZIO VITALE, ALLA PROPRIA INDIPENDENZA = IMPARARE L'ASSERTIVITA’.


9. Siamo affamati di emozioni 

Il malessere ed il senso di vuoto portano a cercare una compensazione. Il cibo è il miglior candidato anche perché è socialmente più accettato dell’alcool, delle droghe, del fumo. 
I bisogni insoddisfatti, negati o rimossi, non scompaiono ma continuano ad agire cercando altre vie di soddisfacimento. Reality, soap opera, ecc.. soddisfano la nostra fame di emozioni, di passione, di avventura perché abbiamo perso la capacità di trovarli nella nostra vita. Ma sono emozioni “artificiali” così come il cibo che preferiamo: precotto, confezionato, infarcito di aromi...


10. Dieta come rinuncia e sacrificio 

Molte persone non riescono ad iniziare o a portare a termine una dieta perché significa rinunciare alle “cose buone” e soprattutto al piacere che alcuni cibi provocano sull'umore. 
Ma una dieta non è un semplice insieme di rigide regole da seguire alla lettera, piuttosto è un modo per incontrare sé stessi, per conoscersi, per amare il proprio corpo. 
Conviene porsi le seguenti domande: 
Cosa non va nel mio stile di vita? 
Le mie emozioni sono bloccate? 
Qual è il rapporto con me stesso e con l’ambiente? 
E’ questa consapevolezza che rende efficace una dieta.



METTERSI IN GIOCO, ROMPERE VECCHIE ABITUDINI.

“Quando nulla sembra cambiare nonostante i tuoi sforzi, prova a sederti a guardare il cielo, l'acqua che scorre o le nuvole che passano. Rimanere lì ad osservare ti fa capire che anche se sembra che non accada niente, in realtà l'acqua si muove, le nuvole passano e il cielo cambia colore. Improvvisamente capisci che sei sulla strada giusta, che sono i piccoli cambiamenti quelli che portano le grandi novità.”

IMPARA A VOLERTI BENE…


  • Mangia poco, mangia cose buone, mangia lentamente 
  • Fai una regolare attività fisica 
  • Ritrova e ascolta la tua identità (le tue passioni, le tue esigenze)


BIBLIOGRAFIA
Dimagrire senza dieta, Raffaele Morelli, ed Mondatori 2011 

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