GRASSI SATURI E COLESTEROLO: una demonizzazione infondata

È luogo comune pensare che i grassi facciano ingrassare; sarà l’assonanza tra le due parole, saranno le numerose pubblicità ingannevoli, ma tutti almeno una volta nella vita abbiamo sentito o detto questa frase. C’è di più: è un luogo comune anche pensare che i grassi siano la causa principale delle malattie cardiovascolari. Alzi la mano chi non ha mai sentito questa associazione...

Un importante articolo da poco pubblicato dal British Medical Journal (BMJ) fa un bilancio della presunta influenza negativa dei grassi saturi e dei livelli di colesterolo sui rischi di malattie cardiovascolari. Sul BMJ viene constatato che, per quanto la raccomandazione di eliminare i grassi saturi dall'alimentazione sia ormai consolidata da decenni, questo non solo non ha inciso positivamente sui rischi cardiovascolari, ma li ha “paradossalmente incrementati”. Un apparente paradosso, dunque, che meritava di essere analizzato e spiegato. Con questo obiettivo è stata passata in rassegna la letteratura scientifica sull'argomento.

Il primo dato che è emerso è di particolare interesse: tra concentrazione di colesterolo, alto consumo di grassi saturi e rischi cardiovascolari non esiste un rapporto di causa-effetto (mangio così e di conseguenza mi ammalo), né alcuna associazione significativa, ma solo una “correlazione”, spiegabile tenendo in considerazione molte altre variabili.

Altro elemento importante è che sono proprio i grassi saturi ad aver dimostrato particolari proprietà protettive, e ad apportare importanti vitamine tra cui la D, una cui carenza, a sua volta, determina un rischio cardiovascolare effettivamente più elevato.

Dalla rassegna degli studi pubblicati, si evince inoltre che alcuni tipi di grassi saturi possono contribuire in particolare a ridurre i rischi di insulino-resistenza e di insorgenza del diabete di tipo II. Una eccellente fonte di acidi grassi saturi è la carne rossa, che, viene ribadito, a differenza della carne lavorata non è associata a malattie cardiache o al diabete.

L’articolo affronta inoltre il tema energetico. I grassi contengono più del doppio delle calorie di proteine e carboidrati, e per questo se ne suggerisce la riduzione al fine del dimagrimento.

Un altro errore viene spiegato: i vari macronutrienti non sono metabolizzati allo stesso modo, e questo fa una grande differenza. Viene riportato lo studio Kekwick et Pawan 1956, che mise a confronto tre gruppi di obesi: uno che si alimentava con il 90% delle calorie dalle proteine, uno con l 90% dai carboidrati e un terzo gruppo che assumeva il 90% delle calorie dai grassi. Fu proprio quest’ultimo gruppo ad avere la perdita più significativa di peso corporeo. 

Difatti, prosegue l’articolo, oggi abbiamo diverse evidenze che una dieta a basso tenore di grassi risulta essere meno efficace per migliorare il profilo lipidico e contrastare l’insulino-resistenza rispetto a una dieta con pochi carboidrati o una dieta con carboidrati a basso indice glicemico.
In tutti gli studi clinici che sono stati effettuati, le diete a limitato contenuto di carboidrati (low-carb) e alto contenuto di grassi hanno dimostrato essere più efficaci nella perdita di peso e nella prevenzione di malattie cardiovascolari rispetto alle dieta a basso contenuto di grasso e alto contenuto di carboidrati. Basterebbe provare i due approcci per un mese per rendersi conto delle differenze.

Viene inoltre ribadito che alti livelli di colesterolo non sono un fattore di rischio per persone in salute; lo stesso non si può dire invece delle statine, gli abusati farmaci utilizzati per abbassarne i livelli nel sangue, che hanno dimostrato notevoli effetti collaterali particolarmente preoccupanti. 

Gli autori concludono che è ormai tempo di distruggere "il mito del ruolo dei grassi saturi nelle malattie cardiache", e di ripensare quelle regole dietetiche infondate che, anziché portare benefici alla popolazione, hanno incrementato quegli stessi rischi che avrebbero dovuto contenere.



Per la maggior parte di noi il "grasso" è un nemico da combattere soprattutto quando la "prova bikini" si avvicina, ma in realtà i grassi hanno tantissime qualità:
  1. proteggono le ossa e gli organi da eventuali traumi;
  2. svolgono una funzione "isolante" permettendoci di regolare la temperatura corporea;
  3. sono coinvolti nel trasporto e nell'assorbimento di numerose vitamine liposolubili (la Vit.D, K, A, E). 
  4. sono costituiti da grassi molti ormoni quali testosterone, progesterone, la vitamina D ecc.. 
  5. sono inoltre i costituenti fondamentali delle membrane cellulari e del nostro sistema nervoso.

Insomma... Siete ancora convinti che i grassi siano i nemici della nostra forma fisica???

Il nostro corpo è capace di produrre quasi tutti i tipi di grassi che gli servono ( saturi, monoinsaturi, trigliceridi e colesterolo) ad eccezione degli acidi grassi essenziali, gli Omega 3 e gli Omega 6: per questo motivo dobbiamo necessariamente introdurli con la dieta.

  • Gli Omega 3 si trovano nel latte di animali allevati al pascolo ma in particolar modo nel pesce, nelle noci, nei semi di chia e di canapa. 
  • Gli Omega 6 invece, li troviamo in particolar modo nei semi oleosi , nei legumi e nell'olio extra vergine di oliva. 

Questi due tipi di acidi grassi dovrebbero essere presenti nelle membrane delle nostre cellule sempre in un preciso rapporto 1:3.  L’alimentazione moderna tende a sbilanciare questo rapporto portandolo a 1:15/ 1:30. 
Questo è dovuto a un alto consumo di pasta, pane, merendine e bibite gassate a discapito del pesce, della carne, dell’olio di oliva ecc..  (Per un approfondimento sugli Omega 3 e gli Omega 6 vi consiglio questo link)

Concludo dicendo che i grassi non solo rendono il cibo più gustoso aumentando il nostro senso di soddisfazione ma rallentano lo svuotamento dello stomaco rendendoci sazi più a lungo evitandoci cosi la trappola del pasto fuori orario.  Come già detto, le diete ricche di grassi e a basso contenuto di carboidrati producono maggior perdita di peso e inducono il miglioramento di molti indici di salute.



Riferimento/Fonte



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