Dieta vegetariana? ATTENZIONE! Non è così salutare...

Studi epidemiologici portati avanti per decenni hanno verificato in modo inconfutabile che una dieta ricca di frutta e verdura è decisamente la più salutare. Tuttavia una nuova ricerca austriaca pone l'accento sui rischi delle scelte alimentari più radicali, mettendo in guardia in particolare dagli effetti negativi della dieta vegetariana. 

I vegetariani si ammalano di più

Uno studio statistico svolto dal Austrian Health Interview Serve ha scoperto che i vegetariani in realtà non sono più sani degli altri, ma anzi tendono ad essere anche più esposti a determinate patologie croniche. 
I soggetti intervistati sono stati accuratamente selezionati tenendo conto di età, sesso, status socioeconomico e ovviamente tipo di dieta. Delle 1320 persone considerate, 330 erano vegetariani, 330 mangiavano carne ma anche molta frutta e verdura, 330 mangiavano un pò di tutto con dosi moderate di carne e per gli ultimi 330 la dieta era invece principalmente a base di carne. 

Dopo aver incrociati tutti i dati e soppesato equamente la diverse variabili con i più avanzati metodi statistici, i ricercatori hanno constatato che i vegetariani avevano un minore Indice di Massa Corporea (BMI) e consumavano meno alcol, ma in genere soffrivano di peggiori condizioni di salute. 

La seguente tabella, estratta dall'articolo originale, mostra l'impatto di diverse malattie croniche tra gruppi di persone con differenti abitudini alimentari. 


Come si può notare, i vegetariani soffrono una più alta incidenza di asma, cataratta, osteoporosi, cancro e disturbi neurologici, ma il dato che risalta più di tutti è l'incredibile aumento delle allergie, quasi il doppio rispetto agli altri gruppi.
Tra i vari tipi di dieta analizzati in questa ricerca, la più salutare risulta essere la terza: dieta varia e completa, con carne (senza esagerare), frutta e verdura. 


Conclusioni

Una ricerca austriaca basata su dei questionari compilati da un numero significativo di soggetti ha constatato che la dieta vegetariana porta ad un generale peggioramento delle condizioni di salute in particolare per quel che riguarda il rischio di sviluppare cancro e allergie. I soggetti più sani sono risultati coloro che mangiano abitualmente carne in dose moderata, ma accompagnata da frutta e verdura.
Con ciò non si vuole certo demonizzare la dieta vegetariana che, oltre a portare anche indiscussi benefici (per esempio un minore BMI, come evidenziato dalla stessa ricerca), ha spesso anche ragioni etiche che non sono in discussione e che comunque esulano dagli scopi della ricerca e di questo articolo. 
So che queste conclusioni genereranno più di qualche malumore tra i sostenitori sempre più numerosi di questa dieta, ma proprio per questo vi invito a dire la vostra opinione lasciando un commento qui sotto.

Comunque in definitiva, per quanto riguarda la nostra salute, questa ricerca non fa altro che confermare ancora una volta quanto sia corretto seguire una dieta varia e completa senza estremismi di alcun tipo. 


FONTE:

Burkert NT, Muckenhuber J, Großschädl F, Rásky É, Freidl W (2014) Nutrition and Health – The Association between Eating Behavior and Various Health Parameters: A Matched Sample Study. PLoS ONE 9(2): e88278. doi:10.1371/journal.pone.0088278
La Scienza del Benessere

Il grasso. Come si forma, come si elimina.

Quel maledetto strato di grasso (sulla pancia, sui fianchi, sui glutei, sulle braccia....) è un pensiero fisso che ci ossessiona un pò tutti. 
Chi tra di noi non si è mai sentito "troppo grasso" almeno una volta nella vita? 
E allora via alle diete fai-da-te, alle corse al parco fino allo sfinimento, ai cibi magri che più magri non si può... ma spesso purtroppo con risultati molto limitati se non addirittura inesitenti.
E' a questo punto che spesso salta fuori la famosa frase "non ci posso fare niente, sono così di costituzione". Basta, non si ha più voglia di lottare, ha vinto lui. Ha vinto il grasso.

Lo scopo di questo articolo è di far si che non dobbiate mai più dire questa frase. 


Che cos'è il grasso e come si forma?

Qualunque esperto di strategia militare vi dirà che il punto chiave per sconfiggere il nemico è conoscerlo. E noi lo conosciamo il nostro nemico, il grasso? Sappiamo com'è fatto, perchè si accumula, come risponde agli stimoli esterni, come si elimina?
Il cosiddetto "grasso" si deposita nel nostro corpo in varie zone e sotto diverse forme, ma nella sua accezione più comune è costituito da cellule altamente specializzate dette adipociti. Esse hanno la funzione di sintetizzare, accumulare e cedere lipidi alle parti dell'organismo che ne fanno richiesta. Non dimentichiamoci infatti che le sostanze lipidiche (i "grassi") non sono il male assoluto, ma anzi sono indispensabili per il buon funzionamento del nostro corpo essendo deputati, tra le altre cose, alla produzione di energia e al mantenimento della temperatura corporea. Se vengono immessi in quantità eccessiva attraverso il cibo, però, possono effettivamente depositarsi e creare problemi di obesità, trombosi, ristagni linfatici e molti altri tipi di disturbi metabolici. 

Contrariamente a quanto si pensa, tuttavia, quando ingrassiamo non stiamo aumentando il numero di adipociti. Il loro numero infatti aumenta solo durante l'età dello sviluppo in modo abbastanza proporzionale alle abitudini alimentari (ecco perchè bisogna evitare di dare cibo spazzatura ai nostri bambini!) ma poi oltre i 20 anni rimane costante. 
In età adulta il nostro corpo NON genera più nuove cellule adipose. Ciò che in realtà facciamo quando mangiamo troppo e male è andare a riempire sempre di più queste cellule già esistenti. A seguito di ciò ciascuna di esse si gonfia. E quando milioni di piccole cellule disposte sulla fascia addominale raddoppiano il loro volume... raddoppia il suo volume anche la nostra pancia!

Come avviene l'accumulo di lipidi negli adipociti?


Uno dei principali meccanismi per cui si verifica l'accumulo di lipidi nelle cellule adipose è dovuto all'azione dell'insulina. Dopo aver mangiato, le sostanze presente nei cibi si riversano nel torrente ematico e gli zuccheri in particolare fanno alzare la glicemia (generando un picco glicemico). Ma il nostro organismo vuole mantenere circa costante questo valore e se esso aumenta troppo secerne un ormone (l'insulina") che ha la capacità di catturare gli zuccheri in eccesso. 
E secondo voi l'insulina dove li porta tutti questi zuccheri? Bravi, risposta esatta! 
Nelle cellule adipose!
Lì gli zuccheri vengono ulteriormente modificati e stoccati sotto forma di più conservabili lipidi. Il corpo ti sta dicendo "bene, mi hai dato molti zuccheri. Quelli che non mi servono immediatamente li metto via per i tempi di magra". Meccanismo perfetto, ma il problema è che i tempi di magra nel mondo occidentale non arrivano mai. Ma il corpo non lo ha ancora capito (sono variazione metaboliche che richiedo no decine di migliaia di anni) e quindi continua a stoccare energia. Cioè grasso.
Guardiamo il grafico, e diciamo che il nostro corpo vuole che la glicemia rimanga costantemente tra la linea rossa e quella verde, chiamiamo questa zona "fascia ottimale".
Se mangiamo un cibo ad alto indice glicemico, la glicemia del sangue avrà un picco e il corpo rilascerà insulina per abbassarla (con conseguente deposito di lipidi, come abbiamo visto). L'insulina è molto efficace e abbassa assai rapidamente la glicemia, col rischio di abbassarla anche troppo (scende cioè sotto la linea verde). 
In questo caso quello che fa il corpo per riportarla nella fascia ottimale è di inviare al cervello lo stimolo della fame, in particolare di cibi dolci. Noi ovviamente li mangiamo, e il ciclo ricomincia....

Tradotto in pratica. 
A colazione mangiamo il caffè con due biscottini. Entra in azione l'insulina. 
Alle 10 si apre il classico buco nello stomaco, e allora giù di snack o di crackers. 
Ri-entra in azione l'insulina. 
Alle 12 di nuovo super fame e ci facciamo una bella pasta. Ri-ri-entra in azione l'insulina... 


Come si può evitare o ridurre il picco insulinico e l'accumulo di grasso?

Allora qual'è il trucco per evitare che l'insulina depositi troppi lipidi negli adipociti, dando il via in pratica al processo di dimagrimento? Semplice. Basta cercare di non andare mai fuori dalla fascia ottimale, cioè mangiare POCO e SPESSO, ma soprattutto mangiare cibi a BASSO indice glicemico, cioè cibi che non facciano partire fiumi di insulina. 
E' bene evitare cibi zuccherati raffinati e farinacei bianchi.
Preferire invece spuntini ricchi di farinacei integrali, fibre, proteine, acidi grassi insaturi (di questi ultimi ho parlato più nel dettaglio in questo articolo), meglio ancora se mescolati tra loro. Insomma un cracker integrale con sopra i fiocchi di latte e un paio di noci o un frutto possono costituire un esempio di spuntino ideale. 
Vi sazierà per più tempo e soprattutto non vi farà impennare la glicemia. Quindi niente picco insulinico. Quindi niente grasso... LO DICE LA SCIENZA!

FONTE:

La Scienza del Benessere

Omega-3 e Omega-6. I grassi che eliminano i grassi

Quante volte, al supermercato come in televisione, abbiamo visto e sentito prodotti reclamizzati a gran voce come "fonte di Omega-3"? Eppure molti di noi non sanno precisamente cosa siano questi Omega-3, nè perchè dovrebbero far bene al nostro organismo e, magari, aiutarci nella dieta. Cerchiamo di capirci qualcosa in più. 


Cosa sono gli acidi grassi?

Tutti i grassi dei gruppi Omega fanno parte degli "acidi grassi", che chimicamente sono classificati come acidi monocarbossilici (cioè contenenti il gruppo -COOH) alifatici (cioè non appartenenti alla classe dei composti aromatici). In pratica si tratta quindi di lunghe catene di atomi di carbonio legati ad atomi di idrogeno, e terminanti con il gruppo carbossilico.
Gli acidi grassi si dividono in 2 categorie:
  • Acidi grassi saturi se nella catena di atomi di carbonio non ci sono doppi legami con atomi di idrogeno;
  • Acidi grassi insaturi se nella catena di atomi di carbonio sono presenti uno o più doppi legami.

Fonte: cibo360.it
Gli acidi grassi sono i mattoni che formano strutture più complesse, come i lipidi e i grassi vegetali e animali. A causa delle differenze nella loro struttura chimica, quelli saturi sono solidi a temperatura ambientale mentre quelli insaturi sono liquidi, e questa caratteristica li rende ben riconoscibili anche fuori da un laboratorio di analisi.
Alcuni acidi grassi vengono definiti "essenziali" (o anche EFA, dall'inglese Essential Fatty Acids), e questo nome deriva proprio dal fatto che il nostro organismo ne ha bisogno per una seria di fondamentali funzioni metaboliche. Avete già indovinato quali sono gli acidi grassi essenziali? Esatto, proprio gli Omega-3 e gli Omega-6.  Tuttavia, nonostante questi acidi siano indispensabili per il buon funzionamento dell'organismo, il nostro corpo non è in grado di produrli e quindi è necessario assumerli da fonti esterne, tipicamente attraverso il cibo.

Come interagiscono gli acidi grassi con il nostro organismo?

Gli acidi grassi saturi sono presenti principalmente nei grassi di origine animale (burro, lardo e strutto). Non avendo i doppi legami risultano più facilmente attaccabili dai succhi gastrici, che li decompongono in microscopiche goccioline che passano poi nei vasi linfatici e nel sangue. Una volta metabolizzati, tendono a depositarsi nei depositi adiposi, nel fegato e all'interno delle pareti arteriose. Per questi motivi una loro eccessiva assunzione porta col tempo ad aumento della massa grassa e a congestioni del sistema circolatorio.

Al contrario è stato dimostrato da un grande numero di ricerche scientifiche che gli acidi grassi insaturi interferiscono con l'assimilazione plasmatica dei trigliceridi a livello epatico, permettendo anche di abbassare i livelli di colesterolo LDL (il colesterolo "cattivo") a favore di quello HDL (il colesterolo "buono").
Grazie a queste caratteristiche, una adeguata assunzione di acidi grassi insaturi può essere un valido aiuto per:
  • ridurre i rischi cardiovascolari e quelli legati all'ipertensione;
  • ottimizzare le terapie contro il diabete;
  • ridurre il rischio di sviluppare artrite reumatoide e osteoporosi;
  • combattere i disturbi cronici della pelle come dermatiti o psoriasi;
  • migliorare la concentrazione e la memoria;
  • ridurre la percentuale corporea di massa grassa.
Prendete la buona abitudine di dare un'occhio alle tabelle nutrizionali quando fate la spesa, in molti casi sono indicate le quantità di grassi saturi sul totale dei grassi(ovviamente sono da preferire gli alimenti con pochi grassi saturi). Questa può essere già una prima indicazione per scegliere consapevolmente prodotti più sani e corretti per il nostro organismo.


Come aiutano gli EFA (Omega-3 e Omega-6) nella perdita di peso?

Sono ormai decine gli studi che dimostrano l'efficacia degli acidi grassi insaturi per favorire la riduzione di depositi adiposi nel corpo. I ricercatori  Jonathan Buckley e Peter Howe della University of South Australia di Adelaide (Australia) hanno pubblicato sulla rivista Nutrients una review sull'argomento, ovvero un articolo che riassume tutte le conoscenze attuali sull'argomento. Dallo studio emerge che l'assunzione di 0,5-3 grammi al giorno di grassi Omega aiuterebbe le persone obese o sovrappeso a smaltire il grasso corporeo in eccesso, ovviamente sempre in abbinamento ad una dieta ipocalorica e ad un'adeguata attività fisica. E' stato ipotizzato che ciò sia dovuto alla già menzionata riduzione dei trigliceridi in circolo, fattore che porta ad una riduzione di grasso nelle singole cellule. In pratica le cellule di grasso si presentano mediamente di dimensioni inferiori e quindi, a parità di calorie assunte con la dieta, anche lo "strato" di grasso sull'addome che tanto ci disturba risulterà più sottile (per capire meglio cos'è il grasso e come si forma ti consiglio di leggere questo articolo). 

In quali cibi sono più presenti gli EFA?

Descritti tutti i benefici degli acidi grassi insaturi, non resta che capire cosa dobbiamo mangiare per assumerne la giusta quantità. Gli acidi Omega-3 e Omega-6 sono presenti in modo particolare nei semi e oli vegetali, pesce e frutta secca. Alcuni dei cibi che ne contengono in maggior quantità sono i seguenti (concentrazioni per 100 grammi di prodotto edibile):
  • Olio di semi di lino (6030 mg);
  • Olio di fegato di merluzzo (2188 mg);
  • Semi di lino (1702 mg);
  • Sgombro (1648 mg);
  • Salmone (1422 mg);
  • Noci (1388 mg);
  • Soia (1300 mg);
  • Broccoli (1173 mg);
  • Tonno (902 mg);
  • Pesce Persico (796 mg)
Dal punto di vista pratico, quindi, per aumentare l'apporto di acidi Omega è bene mangiare i cibi a base di soia (che ormai si trovano in tutti i supermercati), molto pesce (va bene anche la classica scatoletta di tonno o sgombro, purchè al naturale o ben sgocciolato se all'olio d'oliva), noci e frutta secca in genere e broccoli e cavolfiori durante l'inverno. Per chi frequenta i negozi di alimentari biologici non sarà difficile reperire anche i semi di lino e il loro olio, che grazie al loro elevatissimo contenuto di Omega-3 possono essere una buona alternativa per i giorni in cui non si mangia pesce.

Quindi d'estate una fresca e gustosa insalatona con lattuga, pomodori, semi di lino e noci sbriciolate. D'inverno ogni piatto a base di cavolfiore e broccoli. Per tutte le stagioni, poi, ogni tipo di pesce e di prodotto a base di soia.

FONTE:

La Scienza del Benessere

Polifenoli: benefici e dove si trovano

I polifenoli sono delle sostanze naturali, che sono conosciute per il fatto di apportare molti benefici alla salute umana. Possono essere distinti in tre classi, i fenoli semplici, i flavonoidi e i tannini. Si trovano in diversi cibi, come il vino rosso, il tè, la frutta, la verdura e i cereali. Questi alimenticontengono in grande quantità questi principi nutritivi dalle proprietà antiossidanti, in grado di svolgere differenti azioni da non sottovalutare, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione dell’invecchiamento cellulare e dello sviluppo dei tumori. I polifenoli proteggono dall’insorgenza di alcune malattie, come l’arteriosclerosi e le malattie cardiovascolari in generale.

I benefici

I benefici dei polifenoli si riassumono soprattutto nell'azione antiossidante che essi svolgono. 
Queste sostanze, infatti, proteggono le cellule dai danni determinati dai radicali liberi e in questo modo riescono a ridurre gli effetti dell’invecchiamento cellulare e i processi infiammatori, specialmente quelli che sono alla base dello sviluppo dei tumori. 
La ricerca scientifica ha dimostrato che i polifenoli riescono ad intervenire nelle prime fasi dello sviluppo del cancro, proteggendo le cellule dall'attacco diretto degli elementi cancerogeni. Per questo la loro funzione è importante nella prevenzione di alcuni tumori come quello al polmone, allo stomaco, all’esofago, al pancreas, al fegato e alla pelle.La loro azione antinfiammatoria è assicurata dal fatto che riescono ad inibire l’intervento dell’acido arachidonico. Inoltre hanno un’azione antibatterica e antivirale non indifferente. 
Da non dimenticare che i polifenoli proteggono dall’arteriosclerosi e dalle malattie correlate ad essa, come la trombosi, l’ictus e le malattie cardiovascolari in generale.

Dove si trovano

Molto ricchi di polifenoli sono due bevande: il thè (specialmente quello verde) ed il vino, perché queste sostanze abbondano nell'uva. Anche la frutta e la verdura ne sono ricchi: in particolare, da questo punto di vista, possono essere ricordati i frutti di bosco, gli agrumi, le ciliegie, l’aglio, la cipolla, i cavoli, i broccoli e il pomodoro. Per quanto riguarda i cereali, dobbiamo ricordare soprattutto quelli integrali, nello specifico il grano saraceno, i semi e la frutta secca. 
Molti polifenoli contengono anche il cacao, il cioccolato, la birra e l’olio d’oliva.
Per non far mancare nel nostro organismo l’adeguato contenuto di polifenoli che ci servono, bisogna portare avanti un’alimentazione corretta, a base di vegetali diversi, di cibi freschi e di stagione. 
Ideale è anche l’aggiunta di erbe aromatiche, al posto dell’utilizzo del sale e del pepe e preferire l’olio extravergine di oliva spremuto a freddo. Fondamentali sono il consumo di verdura cruda e la cottura al vapore.

Fonte: NanoPress

Cos’è il metabolismo?

Il metabolismo è l'insieme dei processi biochimici ed energetici che si svolgono all'interno del nostro organismo; tali reazioni hanno lo scopo di estrarre ed elaborare l'energia racchiusa negli alimenti, per poi destinarla al soddisfacimento delle richieste energetiche e strutturali delle cellule. Più semplicemente si può affermare che il metabolismo è il processo attraverso il quale il nostro corpo riesce a utilizzare il cibo che ingerisce per soddisfare i suoi bisogni vitali.



Possiamo dividere le reazioni metaboliche in due tipi diversi:
  • Reazioni cataboliche: sono reazioni che comportano la degradazione di molecole complesse in molecole più semplici con rilascio di energia immagazzinata nelle molecole organiche. Esempi di reazioni cataboliche sono le reazioni della glicolisi, quelle del ciclo di Krebs ecc..
  • Reazioni anaboliche: sono reazioni nelle quali molecole semplici vengono combinate tra di loro per sintetizzare i componenti strutturali e funzionali delle cellule. Queste reazioni richiedono più energia di quanta ne producono. Un esempio di queste reazioni sono la formazione del legame peptidico tra gli aminoacidi nella sintesi delle proteine, i legami tra i monomeri di glucosio per formare il glicogeno ecc.



Che cosa è il metabolismo basale?

Il metabolismo basale (o tasso metabolico basale BMR) rappresenta la misura della quantità di energia (espressa in Kilocalorie) necessaria all'organismo per mantenere le  proprie funzioni vitali, come ad esempio il flusso sanguigno, la respirazione ecc.. possiamo definirla come l’energia che consumiamo quando non si sta’ facendo niente!

  • il METABOLISMO BASALE è l'energia per le attività vitali (respirazione, circolazione, attività del sistema nervoso, ecc.)
  • l'ATTIVITA' FISICA è tutto ciò che riguarda le nostre attività quotidiane (lavoro, sport, movimento, ecc.)
  • T.I.D. (o A.D.S. = Azione Dinamico-Specifica degli alimenti) è la Termogenesi Indotta dagli Alimenti, cioè l'energia necessaria per la digestione e l'assorbimento dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi)


Sono molti i fattori che possono influenzare la misura del metabolismo basale per cui viene calcolato in condizioni standard, con il corpo in perfetto stato di riposo e a digiuno, in un ambiente con temperatura controllata in modo che il corpo non possa reagire né al caldo, né al freddo. In queste condizioni il metabolismo basale viene determinato utilizzando un calorimetro indiretto che valuta la quantità di ossigeno usato per kilocalorie di cibo metabolizzato. Il BMR viene generalmente misurato al mattino. 
È proporzionale alla massa magra e quindi il suo valore è più elevato negli uomini che nelle donne. Le donne hanno una maggiore percentuale di grasso che è metabolicamente meno attivo. Il BMR di solito ammonta al 50-70% dell’energia totale consumata.


Che cosa può influenzare il metabolismo basale?

Tra i fattori che influenzano in metabolismo basale possiamo ricordare:
  • Cambiamenti della temperatura ambientale:questo fattore in realtà non determina grandi variazioni del metabolismo basale a meno che non si verifichino variazioni molto elevate (molto freddo o molto caldo).
  • Gravidanza e allattamento: il metabolismo basale aumenta soprattutto nella fase finale della gestazione e durante l’allattamento, si stima infatti che nell'ultimo trimestre gestazionale siano richieste circa  200 Kcal in più ogni giorno che arrivano a circa 500 Kcal durante l’allattamento.
  • Accrescimento: nel primo anno di vita la richiesta energetica per la crescita è doppia rispetto a quella di un adulto.
  • Età: il metabolismo basale raggiunta l’età di circa 20 anni comincia a rallentare.
  • Massa magra; i muscoli sono più attivi metabolicamente di altri tessuti del corpo come ad esempio quello adiposo.
  • Attività fisica svolta; il metabolismo rimane più alto anche al termine dell’impegno fisico.
  • Alimentazione e stato di nutrizione; oltre che dalla qualità dei nutrienti, inoltre, la spesa energetica indotta dall'assunzione di cibo è condizionata da diversi altri fattori: la quantità di calorie assunte giornalmente, le dimensioni del pasto, la distribuzione dei pasti nell'arco della giornata, il tempo che intercorre tra un pasto e il successivo, lo stato di nutrizione (in condizioni di digiuno il metabolismo basale può diminuire di anche il 20%) e il livello del metabolismo di base. Non dimentichiamo, infine, la quota di energia richiesta  all'attivazione del sistema nervoso simpatico per l’assorbimento e l’utilizzazione dei nutrienti.
  • Alcune patologie: Anche alcune condizioni patologiche sono in grado di influenzare il metabolismo, come le malattie endocrine (iper- e ipotiroidismo), le neoplasie, i traumi, le infezioni, le ustioni. L’aumento di 1°C della temperatura corporea in seguito ad un’influenza, ad esempio, provoca un aumento del 13% del metabolismo basale.
  • Utilizzo di alcuni farmaci; i sedativi in genere diminuiscono il metabolismo basale, mentre le anfetamine e gli stimolanti lo aumentano.


Cosa significa avere un metabolismo lento?

Chi di noi guardandosi allo specchio e scoprendo qualche chilo di troppo non ha mai dato la colpa al metabolismo lento? Questa è sicuramente la più frequente delle scuse per chi è in sovrappeso ma nella realtà analizzando i fattori che influenzano il metabolismo scopriamo che questo è poco credibile.  Escludendo disfunzioni ormonali, a parità di sesso e massa muscolare, le variazioni individuali del metabolismo basale sono veramente poche. È pur vero che le persone sovrappeso hanno in generale un metabolismo più lento di quelle magre ma dobbiamo renderci conto che questa condizione è il risultato proprio del sovrappeso e non ne è la causa.
In  questi casi in effetti mettendoci a dieta ci accorgiamo che con l’andare del tempo pur riducendo l’introito calorico non si riesce a perdere peso e se ne da la colpa al “metabolismo lento”. In realtà è proprio lo stare a dieta che attiva meccanismi fisiologici che fanno rallentare del metabolismo, così in poco tempo il regime alimentare diventa sempre più restrittivo, inefficace e praticamente sempre più insopportabile. Poco a poco non si riuscirà più a stare a dieta e anche i pochi risultati raggiunti saranno inevitabilmente perduti, i chili persi saranno riacquistati con anche qualcuno in più visto che il metabolismo è diventato ancora più lento.
Per riuscire ad accelerare il metabolismo è necessario aumentare i bisogni vitali dell’organismo, incrementando il dispendio energetico. È importante quindi fare esercizio fisico regolare per aumentare la massa muscolare,  seguire un regime alimentare salutare che preveda il consumo di molta frutta e verdura, senza l’abolizione di alcuna categoria alimentare ( se non ci sono intolleranze o allergie), meglio se  si suddividono i pasti in 4 o 5 al giorno.


OLII ESSENZIALI PER NEONATI E BAMBINI - APPROFONDIMENTO

Rimedi con oli essenziali efficaci per alleviare i più comuni disturbi infantili


Per i BAGNETTI AROMATICI che piacciono molto ai bambini: aggiungere all'acqua, in 2 cucchiai di miele e uno di panna: camomilla romana, miele, vaniglia e lavanda prima di andare a dormire.

Lividi, tagli, graffi e cicatrici
Contusioni: geranio, lavanda, issopo.
Applicare il prima possibile sul livido (un paio di gocce di olio in mezzo cucchiaino di olio di mandorle) ridurrà al minimo o eliminerà il livido. Per prevenire la formazione di cicatrici, utilizzare incenso, mirra, issopo, o elicriso (30 gocce di essenza di issopo in 30 ml di olio vegetale per massaggi).
Tagli: cipresso, lavanda, camomilla romana (un paio di gocce di olio in mezzo cucchiaino di olio di mandorle).
Graffi: lavanda, ravensara.
Per lavaggi di ferite: eucalipto citriodora, lavanda, limone, pino silvestre, tea tree.
Miscela: 10 gocce di uno degli oli indicati in una tazza di acqua calda. Questa soluzione non brucia e il suo profumo rasserena il bambino. Ripetere il lavaggio alcune ore dopo l’incidente. 
Aggiungere una goccia di lavanda nel cerotto: accelera la guarigione e la cicatrizzazione. 
Cicatrici: incenso (previene), issopo (previene), lavanda (per le ustioni), rosa mosqueta o damascena (riduce le stesse).

Coliche
A seconda dei casi si possono utilizzare gli oli essenziali di bergamotto, zenzero, maggiorana, camomilla romana, rosmarino, ylang ylang e finocchio. 
Miscela: unire 2 cucchiai di olio di mandorle (o altro olio vettore) con 1 goccia degli oli sopra indicati. Mescolare e applicare a livello dello stomaco e sulla schiena. Assicurarsi che il neonato non abbia bisogno di fare il ruttino e tenere l’addome caldo con una borsa di acqua calda (attenzione che non sia troppo calda!) o con un panno caldo per circa 15 minuti.
Diluire una goccia di uno dei precedenti oli essenziali in un olio vettore e massaggiare la pancina  in senso orario e i piedi.

Crisi di pianto
Olio essenziale di mandarino, cipresso, incenso, geranio rosa, lavanda, camomilla romana, ylang ylang.Sono utilizzabili in un diffusore o diluiti con olio vettore per il massaggio.Io uso molto l'olio di mandarino (in un prossimo post approfondirò l'argomento) massaggiando il palmo della mano o il polso di mio figlio con 1 goccia pura (o diluita...). Il  polso, nella parte interna, è considerato il "punto della gioia" del nostro corpo.

Dentizione 
Olio essenziale di lavanda e camomilla blu.
Miscela: 1 goccia di olio di camomilla in una tazzina di acqua fredda: bagnare un batuffolo di cotone con cui passare sulle gengive del neonato. Si può usare anche l'aloe al posto dell'acqua.  
Oppure
Miscela: 5 gocce di lavanda in 15 ml di olio vegetale per massaggiare la parte esterna della mascella fino all'area del collo.

Dermatite da pannolino
Olio essenziale di lavanda e camomilla blu.
Miscela: mettere una goccia di camomilla blu e una goccia di lavanda in un olio vettore e applicare, oppure miscelare  gli oli (1 goccia di ognuno) in una bacinella con acqua e mescolare: al cambio del pannolino, utilizzare per lavare il sederino come ultimo passaggio (potete utilizzare del cotone).

Dolore all'orecchio
Olio essenziale di lavanda, tea tree, camomilla romana e timo.
Miscela: unire 2 cucchiai di olio base  con due gocce di lavanda, una goccia di camomilla romana, e una goccia di tea tree. Mettere una goccia su un batuffolo di cotone e porlo nell'orecchio. Strofinare anche dietro l’orecchio.
ATTENZIONE: MAI mettere qualsiasi olio essenziale direttamente nell'orecchio.

Eruzioni cutanee
Olio essenziale di lavanda, menta piperita, camomilla romana, legno di rosa (palissandro), tea tree ed olio essenziale di limone. Diluire in un olio base e applicare in caso di necessità.
Miscela a base di Lavanda: Diluire in olio base e massaggiare il bambino (parte posteriore del collo, piedi e dietro le orecchie).
Miscela a base di Menta piperita: deve essere utilizzata esclusivamente nel diffusore, non si applica sul corpo dei bambini. Potete usare qualche goccia dell’olio scelto in un diffusore specifico, nella vaschetta del calorifero o semplicemente nell'acqua del bagnetto.
Miscela a base di legno di rosa: da diluire in olio di mandorle e poi applicare sulla pelle.
Miscela a base di tea tree: unire 2 cucchiai di olio vettore con 2 gocce di tea tree ed 1 goccia di olio essenziale di limone. 
Massaggiare il collo ed il petto del bambino.le miscele possono essere spruzzate o applicate sulle scottature (diluite in un olio vettore o aloe).

In caso di INFLUENZA/RAFFREDDORE/CATARRO/TOSSE, dai due anni di età si possono utilizzare i seguenti oli: pino mugo, eucalipto globulus o radiata, lavanda, mirto, tea tree, cipresso e limone.
Miscela: 2/3 gocce per essenza in un diffusore per aromi nella stanza giorno e notte   oppure
diluite una goccia di ciascuno in 1 cucchiaio di gel adatto durante il bagnetto   oppure
3 gocce in 15 ml di olio vegetale, frizionato sulla schiena e sul petto del bimbo.

Febbre
Olio essenziale di lavanda e di menta piperita.
Miscela a base di lavanda: diluire in olio base e massaggiare il bambino (parte posteriore del collo, piedi e dietro le orecchie).
Miscela a base di menta piperita: deve essere utilizzata esclusivamente nel diffusore, non si applica sul corpo dei bambini.

Insonnia
Miscela utile DAI 12 MESI AI 5 ANNI:
camomilla romana: 7 gocce
mandarino: 5 gocce
palmarosa: 10 gocce
in 10 gocce in olio vegetale

Miscela utile DAI 5 AI 12 ANNI:
camomilla romana: 10 gocce
geranio rosa: 8 gocce
noce moscata: 4 gocce
in 10 gocce in olio vegetale
Potete usare qualche goccia 3-5 dell’olio scelto nel diffusore, nella vaschetta del calorifero o semplicemente nell’acqua del bagnetto diluite in un cucchiaino di olio di mandorle o nel gel del bagno.

Irritabilità nervosa
Miscela a base di melissa e camomilla romana: 3 gocce (sedativo e calmante)      
con arancio dolce o mandarino e lavanda:  4 gocce (per l’insonnia)
in 30 ml olio di mandorla, 2 volte alla settimana o quando serve, per massaggi

OLIO DA MASSAGGIO PER NEONATI
Miscela a base di camomilla romana: 1 goccia
geranio rosa: 1 goccia
lavanda: 1 goccia
in 30 ml di olio di mandorle utile per eczema e crosta lattea, problemi di dentizione, armonizzante del sistema nervoso. Si massaggia su tutto il corpo evitando occhi e genitali, in modo quotidiano.

Pelle Secca
Olio essenziale di palissandro (o legno di rosa). Diluire una goccia di palissandro in olio di mandorle e applicare sulla pelle.

Raffreddore
Olio essenziale di legno di cedro, limone, tea tree, rosmarino, sandalo e timo.Miscela: unire 2 cucchiai di olio vettore con 2 gocce dei vari oli essenziali ed una sola goccia di limone. Massaggiare collo e petto del bambino.

Stipsi
Olio essenziale di zenzero, arancia amara e rosmarino.Diluire una goccia di uno dei precedenti oli essenziali in un olio vettore e massaggiare la pancina  in senso orario e i piedi.

Ustioni e scottature solari
La cosa migliore per le ustioni è mettere  immediatamente la lavanda, diluita in acqua con un panno di cotone sull'ustione. Questo spesso impedisce la formazione di vesciche e fa passare la sensazione di bruciore quasi subito.  Per le scottature solari sono indicati gli oli essenziali di lavanda, tea tree, camomilla romana e di rosa mosqueta o di rosa damascena. Le miscele di oli possono essere spruzzate o applicate direttamente sulle scottature (oli diluiti in un olio vettore o aloe).


Fonte principale:Essential oil remedies for children


OLII ESSENZIALI PER NEONATI E BAMBINI

L'olfatto, l'importanza degli odori. Quali sono gli olii essenziali: suggerimenti di utilizzo


I bambini e i neonati hanno un olfatto molto sensibile. Già a sei settimane riconoscono la madre dall’odore e distinguono un suo indumento da quello di un'altra persona.
La mamma riconosce il cambiamento di odore del suo piccolo, avvisandola di una malattia ancora prima di manifestarsi.
Gli odori educano e insegnano molte cose ai neonati: le parole "piacevole e spiacevole", "pericoloso e benefico" vengono associati e immagazzinate nel cervello legandosi ad un odore.
Nei primissimi anni di vita gli odori stimolano la creatività e la capacità di apprendimento, rinforzando i sensi.
L'olfatto unisce madre e figlio in modo magico.

Per i bambini il contatto delicato è una necessità, come nutrimento e vitamine.

Si trasmette a loro vicinanza, fiducia e sicurezza, perciò sono utili i massaggi regolari che li faranno crescere più forti, più sani e faranno diminuire problemi di coliche e dolori in generale.

Evitate perciò qualsiasi contatto tra l'olio non diluito e le mucose (naso, bocca, occhi). 
Attenzione soprattutto che, inavvertitamente, i vostri bimbi non ingeriscano un olio puro: in tal caso rivolgetevi per sicurezza al vostro pediatra di fiducia.

Per il massaggio al vostro bambino, vi consiglio di usare come "olio vettore" quello di mandorle dolci, bio, spremuto a freddo e che si conserva per un periodo di circa 12 mesi.

Lista degli oli essenziali il cui utilizzo è ritenuto sicuro per i bambini

Bergamotto (Citrus bergamia) *
Legno di cedro (Cedrus Atlantica) **
Camomilla romana (Chamaemelum nobile)
Cannella (Cinnamomum verum) **
Cipresso (Cupressus sempervirens)
Incenso (Boswellia carterii)
Geranio (Pelargonium graveolens)**
Zenzero (Zingiber officinale)
Lavanda (Lavandula angustifolia)
Limone (Citrus limon) *
Maggiorana (Origanum majorana)
Mandarino (Citrus reticulata)
Melaleuca – Tea Tree (Melaleuca alternifolia)
Arancio (Citrus aurantium) *
Ravensara
Rosmarino (Rosmarinus officialis) **
Palissandro o legno di rosa (Aniba rosaeodora)
Rosa (qualsiasi varietà...)
Sandalo (Santalum album)
Timo (Thymus vulgaris)
Vaniglia (Vanilla Planifolia) 
Ylang Ylang (Cananga adorata)

** Questi oli non devono mai essere utilizzati puri su neonati e bambini (come già più volte detto: tutti gli oli devono essere diluiti).

* Questi oli sono fotosensibili; è necessario sempre diluirli. Non utilizzare gli oli di agrumi, durante l’esposizione diretta alla luce del sole per evitare possibili rash e macchie cutanee.

Gli oli essenziali più amati dai bambini sono: 
MANDARINO, LIMONE, ARANCIO (dolce ed amaro), CAMOMILLA ROMANA, ROSA, CANNELLA, VANIGLIA.

Per i bambini sono particolarmente indicati e consigliati i bagni aromatici: si emulsiona l'olio essenziale con del miele fluido (io uso quello di acacia o il millefiori che è più "saporito"), e si diluisce il tutto nell'acqua del bagnetto.
Per i bimbi fino ai 3 mesi io consiglio solo l'olio essenziale di lavanda vera ("la mamma"...), una goccia. 

Dopo i 3 mesi si possono utilizzare altri oli, evitando quelli più aggressivi, con le seguenti dosi:
1-2 gocce dai 3 ai 12 mesi
2-4 gocce fino ai 3 anni
4-6 gocce fino ai 5 anni
4-8 gocce fino ai 12 anni
8-10 gocce fino ai 14 anni.


Fonti:

Web

Studio sociologico sull'uso di integratori e farmaci per migliorare le prestazioni sportive da parte di atleti/e non professionisti/e nell'ambito della loro attività sportiva


Il Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell'Università del Piemonte Orientale sta realizzando uno studio sociologico sull'uso di integratori e farmaci per migliorare le prestazioni sportive da parte di atleti/e non professionisti/e nell'ambito della loro attività sportiva. 

Si tratta della prima ricerca sociologica che si pone l'obiettivo di studiare le pratiche di consumo di tali sostanze raccogliendo le informazioni da un campione numeroso ed eterogeneo di atleti/e non professionisti/e.  

Per raggiungere il nostro scopo, abbiamo bisogno della collaborazione degli atleti e delle atlete che praticano differenti sport, sia a livello individuale che di squadra.  


Se sei un/un'atleta non professionista che pratica un'attività  sportiva a livello agonistico, cioè pratica l'attività sportiva  sistematicamente e/o continuativamente e prevalentemente in forme organizzate  (società sportive, enti di promozione sportiva, federazioni ecc., attività  che dunque prevede una qualche forma di "tesseramento") e sei  maggiorenne, ti chiediamo la disponibilità a collaborare alla realizzazione dello studio compilando un questionario online. 

Non ci vorranno più di una ventina di minuti. E' assolutamente garantito l'anonimato.

Per accedere al questionario online clicca il seguente link:



"Un viaggio di mille miglia comincia sempre con un primo passo" - Lao Tzu -