CURCUMA e ZENZERO - quali sono i reali effetti benefici per la nostra salute (SECONDA PARTE)

SECONDA PARTE: APPROFONDIMENTO SULLA CURCUMA

La Curcuma è una pianta tropicale impiegata da secoli dalla medicina tradizionale ayurvedica e cinese, al giorno d'oggi molto studiata ed oggetto di innumerevoli ricerche.
Il caratteristico colore giallo dorato è dato dai Curcuminoidi, miscela costituita da Curcumina, Demetossicurcumina e Bisdemetossicurcumina in rapporto 75:15:10.
La Curcumina ha una struttura chimica complessa in grado di interagire con DNA, RNA, proteine ed enzimi implicati nelle varie funzioni organiche e per questo favorisce il benessere dell'organismo a più livelli. Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie apportano benefici in molti disturbi, come lo stress fisico e mentale, l’artrite i dolori osteoarticolari e muscolari e molto altro.
La curcumina ha inoltre mostrato di possedere altre attività di estremo interesse, tra cui quelle anticoagulanti, antitrombotiche, antipertensive, antinfiammatorie, antidiabetogene, , ipocolesterolemizzanti , antiossidanti, antivirali ed epatoprotettive.
La proprietà antiossidante è 300 volte superiore a quella della vitamina E.
Il merito dell'attività antitumorale della curcuma è, ancora una volta, della curcumina, il principale principio attivo presente in questa spezia dalle notevoli proprietà antinfiammatorie.
688 studi, oltre 400 dei quali pubblicati negli ultimi quattro anni, confermano le notevoli proprietà anticancerogene, antinfiammatorie, antinfettive e antiossidanti della Curcumina che ha trovato impiego in oltre 150 attività terapeutiche.


QUALI PROPRIETA' LE SONO STATE ATTRIBUITE, SECONDO LE ULTIME RICERCHE SCIENTIFICHE? 

Gli studi effettuati sulla curcumina, hanno evidenziato una vasta potenzialità terapeutica e preventiva: antinfiammatoria, antiossidante, antiartritica, anti-ischemica e antitumorale...
VEDIAMO DI APPROFONDIRE PUNTO PER PUNTO!



  • CURCUMA COME ANTINFIAMMATORIO ED ANALGESICO
La curcuma si è dimostrata un potente antinfiammatorio senza effetti collaterali, cosa ovvia per tutti i farmaci steroidi, come il cortisone. Qualcuno assimila l’effetto della curcuma a quello dell’aspirina. Molti ricercatori sono convinti, e gli studi vanno in questo senso, che la curcuma sia di beneficio in quelle malattie che si manifestano con un’infiammazione: contrastando le infiammazioni si interviene sui fenomeni da esse provocate come artriti, osteoartriti, artrosi in fase acuta (previene le ricadute), condrocalcinosi, dolori muscolari, sindrome del tunnel carpale, dito a scatto, osteoartrite del ginocchio, sclerosi multipla, allergie, asma, bronchite, colite, dolori mestruali, dolori post-chirurgici, congiuntivite, morbo di Crohn, emorroidi, ischemia renale, scleroderma, diabete, fibromialgia, dermatiti, psoriasi, ecc. durante la fase congestizia.
L'attività antinfiammatoria si esplica a più livelli: diminuisce l'attività delle cicloossigenasi (come gli antinfiammatori non steroidei) e blocca le lipossigenasi (come gli antinfiammatori steroidei), inibisce il metabolismo epatico del cortisone con conseguente aumento degli steroidi circolanti, modula l'attivazione di diversi fattori di trascrizione (NFkB e AP-1) e di conseguenza determina una diminuzione della sintesi di citochine proinfiammatorie (IL-1, IL-2, IL-6 e TNF)e di alcune molecole di adesione. È utile, quindi, per il trattamento di varie problematiche croniche quali malattie neurodegenerative, cardiovascolari, polmonari, metaboliche, autoimmuni.
Le proprietà antinfiammatorie della curcuma sono state sottoposte a scrupolosi studi da parte del Dr. Randy J. Horwitz, direttore medico dell'Arizona Center for Integrative Medicine. In un documento redatto appositamente per l'American Academy of Pain Management, egli descrive la curcuma come uno dei più potenti antinfiammatori naturali presenti al mondo ed è oggetto di studio per valutare l'efficacia a livello medicinale nella cura dell'artrite reumatoide: per adesso, uno studio su 18 pazienti con artrite reumatoide ha dato un miglioramento dei sintomi con minore rigidità mattutina e ridotto gonfiore alle ginocchia (ma lo studio è ancora parziale).

  • CURCUMA COME ANTIOSSIDANTE


L'University of Maryland's Medical Center presenta la curcumina come un potente antiossidante, in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento ed in grado di danneggiare le membrane delle cellule che compongono il nostro organismo. Gli antiossidanti sarebbero in grado sia di ridurre che di prevenire i danni provocati dall'azione dei radicali liberi. Inoltre, la curcumina sarebbe in grado di abbassare i livelli di due enzimi in grado di provocare processi infiammatori all'interno dell'organismo.
Provate a considerare che il fumo di una sigaretta produce circa 10 miliardi di radicali liberi e che un etto di un buon antiossidante, come il cavolo, ne può neutralizzare solo poche migliaia...
La curcuma fa parte degli “anti radicali liberi” non enzimatici, come le vitamine A, C, E, ma con effetti molto superiori. La curcuma può essere convenientemente usata tutte le volte che il nostro fisico è sotto stress fisico e mentale.
HIV. Recentissima è la notizia che la curcuma rallenterebbe il virus per la sua azione antiossidante.

  • PROPRIETA' ANTIDOLORIFICHE 

Secondo la nutrizionista di Los Angeles Natalie Kling, esperta di naturopatia, la curcuma godrebbe di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antisettiche e non solo. La dottoressa consiglia infatti la curcuma, in particolare sotto forma di integratore, come antidolorifico naturale contro i dolori articolari. Raccomanda inoltre di utilizzare il più possibile questa spezia a crudo sulle pietanze, che essa è in grado di arricchire con il suo gusto delicato.
La curcuma ha una forte azione antinfiammatoria, paragonabile a quella dei cortisonici, ma senza i loro effetti collaterali. Diversi studi hanno dimostrato l'utilità della curcuma sia nelle infiammazioni croniche, sia nelle infiammazioni acute. 


  • CURCUMA E FEGATO

La curcuma è epatoprotettrice, ossia aiuta a prevenire infiammazioni del fegato e della cistifellea.
Le patologie che colpiscono il fegato sono essere congenite o conseguenti ad agenti infettivi, come le epatite virali e le cisti da Echinococcus, o da tossicità, come l’abuso di alcool: le pericolose evoluzioni delle patologie epatiche sono la cirrosi, insufficienza epatica e la calcolosi biliare.
La curcuma è stata utilizzata per millenni come rimedio per i problemi epatici per la sua azione coleritica (aumento della secrezione di bile senza modificarne la composizione), stimola la contrazione della colecisti e ha la proprietà di aumentare la produzione di bile ed acidi biliari.
Una dieta con supplemento di curcuma può ridurre del 75% la formazione di calcoli di colesterolo.

  • EFFETTI SULL'APPARATO DIGERENTE ED INTESTINALE

La curcuma è benefica a livello intestinale: favorisce la digestione, allevia nausea e diarrea, ma soprattutto riduce la gastrite stimolando la produzione di enzimi pancreatici
Ha proprietà digestive ed in India viene utilizzata anche per trattare l'ulcera peptica, in quanto aumenta la protezione dello strato di muco gastrico.
È anche un agente gastroprotettivo che può proteggere dagli effetti collaterali di molti farmaci antinfiammatori.
Ulcera gastrica e duodenale o peptica derivata dall’assunzione di farmaci e/o anti-infiammatori: spesso causate da un batterio, l’Helocobacter pylori (presente nel 90% delle ulcere duodenali e nelle gastrite), vengono contrastate preventivamente nella fase di formazione ulcerosa, introducendo un significativo incremento del muco.

A livello intestinale funge da spasmolitico ed inibisce la formazione di gas nel lume intestinale.
Sul tessuto epatico esercita un'azione epatoprotettrice (dimostrata anche su paracetamolo, aflatossine e nitrosamine), aumenta la fluidità e la secrezione della bile, degli acidi biliari, dei sali biliari, incrementa la secrezione pancreatica di bicarbonato ed agisce sui tassi serici di got, gpt, fosfatasi alcalina e sul livello di perossidazione.
Rafforza il sistema immunitario, attivando la codifica di una proteina in grado di svolgere azione battericida. Gli autori dello studio, pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, ritengono che un consumo regolare possa aumentare le difese immunitarie contro le infezioni gastrointestinali.
L’intestino rappresenta il fronte immunitario più importante dell’organismo, contiene l’80% delle cellule immunitarie, ecco spiegato il motivo dell’importanza nel migliorare la sua azione. Il National Cancer Institute ha annoverato la curcuma come alimento in grado di prevenire l’insorgenza dei tumori intestinali essendo in grado di neutralizzare le sostanze tossiche presenti nei cibi.


  • AZIONE ANTIMICROBICA

Inibisce la crescita di diversi microrganismi presenti nella colecisti (Sarcina, Gaffkya, Corynebacterium, Streptococcus, Bacillus) e nell'intestino (vari ceppi di Streptococci, Lactobacilli e Staphylococci). Agisce anche sull'Helicobacter pylori e su diversi tipi di funghi, parassiti e protozoi (Plasmodium, Leishmania, Giardia, Eimeria).
Uno studio iraniano ha evidenziato l’aumento dell’azione antibatterica di alcuni antibiotici, in concomitanza all’assunzione di curcumina, contro lo Staphylococcus aureus.
Herpes simplex: interferisce con la replicazione del virus (Michigan State University 2008).

  • SISTEMA IMMUNITARIO E RAFFREDDORE

Se avete preso un colpo di freddo, e ora ti ritrovate col raffreddore, potete sfruttare le proprietà immunostimolanti della curcuma. Per un'azione più efficace provate ad utilizzare in sinergia la curcuma (antinfiammatoria) e il miele (antibiotico): in questo modo innalzerete le naturali difese immunitarie del corpo umano (nella TERZA PARTE dell'articolo vi elencherò alcune ricette da provare)

  • EFFETTI SUL SISTEMA RESPIRATORIO

Determina un miglioramento dei sintomi in caso di tosse ed asma. È stato inoltre dimostrato che inibisce la produzione di citochine da parte di linfociti di asmatici.
A causa della bassa solubilità in acqua e la vulnerabilità a valori di pH intestinali, la Curcumina presenta uno scarso assorbimento ed un metabolismo veloce. Per questo è necessaria l'assunzione di dosaggi molto alti oppure di formulazioni studiate per beneficiare completamente delle sue potenzialità.
L'integratore alimentare Curcuma apporta 500 mg di estratto secco per compressa per un totale di 475 mg di Curcuminoidi che in questa formulazione vengono assimilati molto meglio rispetto agli estratti comunemente utilizzati. L'utilizzo di Piperina e Zenzero come bioattivatori vegetali (Herbal Bioenhancers) migliora di gran lunga l'assorbimento intestinale e l'efficacia della Curcuma. In particolare si è visto che la loro associazione aumenta la biodisponibilità fino al 70%.
Le proprietà della Curcuma, in questa formulazione originale, vengono potenziate dallo Zenzero che ha un'azione digestiva, antielmintica, spasmolitica, antinfiammatoria e contrasta il senso di nausea, anche indotto da un trattamento chemioterapico.

  • EFFETTI SUL SISTEMA CARDIO-VASCOLARE

Riduce il colesterolo e l’ipertensione perché previene la coagulazione del sangue estendendo i benefici anche al sistema cardio-vascolare, migliora i disturbi dei pazienti affetti da angina pectoris, dilata i vasi, abbassa la pressione sanguigna e ha un'azione antiaggregante piastrinica.. Sul Journal of Cardiology sono stati resi noti dei risultati che mettevano in luce nei consumatori abituali di curcuma una riduzione di rischio di attacchi post-operatori al cuore. E’ stato osservato una diminuzione dei livelli di fibrinogeno nel sangue, con conseguente minor rischio di trombi.
La curcuma è consigliata in caso di ipertensione: riduce la pressione sanguigna, e fluidifica il sangue.
Arteriosclerosi: abbassamento del livello del colesterolo ematico cattivo, LDL, che non dovrebbe superare il valore di 130mg/dl e mantenimento del livello di colesterolo “buono” sui 40-60mg/dl (sotto i 40 mg/dl si è a rischio, sopra i 60 è indice di una situazione protetta). La curcuma può indurre una riduzione del colesterolo totale del 11/12%, un aumento del colesterolo “buono” del 25/30%.
Iperlipemia: ovvero un aumento di tutti i grassi nel sangue. La curcuma ha una forte azione di contrasto.
Trigliceridi: una sensibile tendenza alla loro riduzione.
Trombosi: rappresenta la più frequente causa di morte e di invalidità e la curcuma ha un ruolo rilevante nell'inibire l’aggressione piastrinica: può essere convenientemente utilizzata come presidio preventivo per gli anziani ed i soggetti a rischio, quali obesi, fumatori, persone con stasi venosa periferica.

Svolge, inoltre, un'importante azione antiossidante sia diretta sui radicali liberi sia indiretta su proteine con funzione antiossidante sia stimolando la sintesi di glutatione.
È importante per ridurre il rischio vascolare e contrastare tutti i disturbi correlati all'accumulo di radicali liberi anche dovuti alla chemio- e radioterapia.

Alcune ricerche hanno evidenziato, sui diabetici, una riduzione degli zuccheri nel sangue.
La curcuma contrasta il diabete in diversi modi: riduce e normalizza la glicemia, riduce lo stress ossidativo, ostacola l'insorgenza di eventuali complicazioni come lesioni renali, o cataratta.
E’ stata pubblicata di recente una review in cui viene passata in rassegna la letteratura esistente sulle applicazioni della curcumina nel diabete (circa 200 articoli su ricerche “curcumina e diabete”) e altre complicanze diabetiche come disturbi epatici, nefropatie, malattie vascolari, disturbi pancreatici… l’interesse è vivo e concreti i risultati.

  • EFFETTI SUL SISTEMA NERVOSO

Svolge un'azione neuroprotettiva attraverso l'inibizione della perossidazione lipidica, l'aumento di enzimi di difesa con antiossidanti endogeni e la riduzione della formazione di perossidi-nitriti.
Utile anche in caso di Alzheimer: inibisce l'accumulo di peptidi β amiloidi neurotossici e riduce le placche già formate. Per il suo potere antiossidante, inibisce l’accumulo di sostanze distruttive per il cervello, che producono i sintomi della malattia, favorendo l’eliminazione di quelle esistenti. Esami condotti dal CNR, dall'Università di Pavia e dal Chemical College di New York, confermano l’azione antinvecchiamento sul cervello della curcuma, che contrasterebbe i disturbi neurovegetativi. E’ stato inoltre osservato che sindromi come l’Alzheimer e il Parkinson, riportano un’incidenza minore dove è più alto il consumo della spezia.
In uno studio recente, inoltre, è stata analizzata la capacità di un farmaco sperimentale a base di curcumina di rigenerare le cellule colpite da ictus. Per ora l'efficacia della curcumina è stata valutata nei topi e straordinariamente si è visto che, la sua somministrazione entro un'ora dall'ictus, è in grado di ridurre i danni al sistema nervoso.
Ciò sarebbe dovuto alla capacità di stimolare l'ossigenazione dei tessuti colpiti.


COME LA CURCUMA RIESCE A RIPARARE IL CERVELLO DANNEGGIATO
La curcuma è una delle spezie curative più versatili del mondo. Ora l'attenzione della scienza va ad un'ulteriore possibile proprietà benefica della curcuma: migliorare la capacità del cervello di autoguarirsi.
Ancora una volta è merito della curcumina, un sostanza presente nella curcuma che sarebbe in grado di incoraggiare l'attività delle cellule nervose nella riparazione del cervello. Non soltanto la curcumina, ma anche altre sostanze presenti nella curcuma, come ar-turmerone, curlone e β-turmerone, sarebbero in grado di abbassare il rischio di ictus.
In particolare, secondo gli studi dedicati alla curcuma, la curcumina ed altri composti presenti in questa spezia sarebbero in grado di prevenire lesioni ed altri danni alle arterie cerebrali, ripristinare la produzione di energia da parte delle cellule, mantenere corretti i livelli di enzimi antiossidanti protettivi del cervello e ripararci dai danni cerebrali causati da radicali liberi e infiammazione.
Al momento i ricercatori hanno testato in laboratorio la curcumina per valutare i suoi benefici rispetto ai danni al cervello, incluso l'ictus. La speranza è che via via la scienza possa approfondire i benefici della curcuma e dei suoi composti direttamente sull'uomo, con riferimento ai suoi effetti sul nostro cervello.
Le proprietà della curcuma come rimedio in grado di migliorare il potere del cervello di autoripararsi sono state evidenziate da una ricerca pubblicata di recente sulla rivista scientifica Stem Cell Research and Therapy. Lo studio porta il titolo di "Aromatic-turmerone induces neural stem cell proliferation in vitro and in vivo": in questo studio i ricercatori dell'Institute of Neuroscience and Medicine di Julich, in Germania, si sono concentrati sull'ar-turmerone (aromatic-turmerone). Su modello animale, la somministrazione di ar-turmerone ha portato ad un aumento dell'80% della capacità del cervello di autoripararsi. Secondo quanto dichiarato dagli esperti, si tratta di un importante passo avanti per quanto riguarda la medicina rigenerativa e l'identificazione di sostanze che possano promuovere la differenziazione delle cellule staminali in neuroni. I ricercatori sperano in questo modo di trovare soluzioni per migliorare la qualità della vita dei milioni di persone che soffrono di malattie come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica e non solo.

MORBO DI ALZHEIMER E RECUPERO DA SINTOMI DI DEMENZA
Sulla base dei recenti risultati di tre studi indipendenti, la curcumina ha il potere non solo di guarire il comportamento e i sintomi psicologici associati alla demenza, ma anche aiutare a portare alla completa guarigione della malattia in meno da pochi mesi.
Il professor Murali Doraiswamy, della Duke University in North Carolina, afferma che le persone che mangiano piatti a base di curcuma una o due volte a settimana hanno un rischio più basso di demenza; ora la sua equipe sta studiando quale sia l’effetto dell’assunzione di dosi più alte e non solo contro la demenza ma anche per prevenire altre malattie, come artrite e cancro.
Al  Kariya Toyota General Hospital hanno valutato tre casi distinti sul valore terapeutico della pianta.
In uno studio condotto su tre pazienti con malattia di Alzheimer, il cui declino comportamentale e psicologico, sintomi della demenza cognitiva, sono stati gravi, esibendo irritabilità, agitazione, ansia, e apatia,  la supplementazione con capsule di polvere di curcuma per più di un anno ha determinato un miglioramento notevole dei sintomi“.
Consumare solamente 1 grammo di curcuma al giorno per 3 mesi è sufficiente a produrre strabilianti miglioramenti nei sintomi della demenza.

EFFICACIA SU STRESS, ANSIA, DEPRESSIONE E BRUTTI RICORDI
Uno studio rivela che la curcumina, grazie alle sue capacità anti infiammatorie, potrebbe essere in grado di eliminare i brutti ricordi e di aiutare chi soffre di disturbi come la depressione o l'ansia secondo quando scoperto dagli psicologi della The City University di New York.
Secondo uno studio effettuato sui ratti, la curcumina sarebbe in grado di cancellare i brutti ricordi.
Per arrivare a queste conclusioni, gli studiosi hanno addestrato un gruppo di ratti ad aver paura di un determinato suono. Accertato il riflesso condizionato, che prevedeva il freezing dell'animale come risposta allo stimolo del suono, alcuni ratti sono stati nutriti con una dieta ricca di curcumina. 
Trascorsa qualche ora, i ratti che non avevano mangiato curcumina continuavo a bloccarsi ogni volta che sentivano il suono, cosa che non accadeva più invece con gli altri soggetti.
Gli psicologi hanno così dedotto che responsabile di questa “amnesia emotiva” fosse proprio la sostanza ingerita. I dati raccolti sono utili, come spiega il professor Glenn Schafe, a capo del test, per aiutare le persone che hanno subito traumi o che soffrono di disturbi psicologici "caratterizzati da ricordi negativi". 
I ricordi infatti si formano nel cervello come nuove connessioni tra i neuroni. Inizialmente sono fragili, ma con il tempo si stabilizzano e fortificano nel nostro cervello e si consolidano nel settore dedicato al lungo termine. Ogni volta che vengono richiamati alla memoria, si riconsolidano, a meno che un agente esterno, come nel caso della curcumina, non intervenga cancellandolo direttamente. Per lo meno questo è quanto, secondo gli scienziati, è avvenuto per i ratti.
La sostanza è anche un valido anti infiammatorio e, spiega il dott.Schafe, "molte malattie, dalle allergie fino all'Alzheimer, sono caratterizzate da processi infiammatori, così anche alcuni disturbi psicologi come la depressione o l'ansia", questo potrebbe ulteriormente spiegare le conseguenze della curcumina sui brutti ricordi. Resta ancora da capire come agisca e perché non influisca anche su altri tipi di ricordi.

  • EFFETTI SUL CICLO MESTRUALE

Regola il ciclo, allevia i dolori mestruali e riduce i tumori uterini.

  • CURCUMA E PROSTATA

Numerose ricerche svolte negli ultimi anni dimostrano che la curcuma può prevenire e trattare le patologie della prostata.

  • PROPRIETA' ANTITUMORALI


La curcuma interagisce con il processo tumorale in quanto cerca di evitare che i fattori cancerogeni possano tradursi in tumore, specie quelli provocati da agenti clinici. La curcuma modula la risposta biologica attivando il sistema immunitario ed aumentando il numero degli anticorpi circolanti.
Uno studio dell'Università della California, condotto dal team di ricercatori coordinati da Thomas Carey, docente di otorinolarigoiatria e farmacologia, e pubblicato dagli Archives of Otolaryngology, Head and Neck Surgery,  ha messo in luce come uno dei componenti della curcuma, la curcumina, sia in grado di bloccare l'azione di un enzima ritenuto responsabile dello sviluppo di tumori nella zona della testa e del collo. Nel corso dello studio, a pazienti affetti da tali patologie sono state somministrate delle compresse contenenti 1000 milligrammi di curcumina. I risultati ottenuti sono stati valutati da parte di un laboratorio indipendente, che ha evidenziato come tale sostanza agisse all'interno della cavità orale dei pazienti inibendo l'enzima promotore del cancro, aprendo così la strada all'impiego della curcumina nella cura e nella prevenzione di tale patologia. 
Inoltre, un altro studio dell'Università del Michigan ha dimostrato la sua importanza nell'aumentare l'efficacia della chemioterapia nel trattamento di questo tipo di tumori.
Questa preziosa pianta contrasta l'insorgere della leucemia e di ben otto tipi di tumore che colpiscono colon, prostata, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni e mammelle. La validità di questa teoria che viene tramandata da secoli dalla tradizione popolare è confermata da nuove teorie mediche e da un dato reale: in India e più in generale in Asia (il continente dove si consuma più curcuma in assoluto), l'incidenza dei tumori è molto più bassa rispetto al resto del mondo.
La curcuma ha inoltre delle eccezionali qualità antiossidanti, perché in grado di trasformare i radicali liberi in sostanze innocue per il nostro organismo. Di conseguenza, è in grado di rallentare l'invecchiamento cellulare.


L'aggiunta del PEPE NERO in sinergia aumenta la biodisponibilità della curcumina di 1.000 volte, ed aumenta così l’assorbimento del corpo.
Un'altra sostanza importante che potenzia gli effetti della curcumina è un enzima digestivo proteolitico estratto dal frutto dell’ananas, la BROMELINA: in questo caso viene migliorata l'azione digestiva, specie se ingerita a stomaco vuoto, in quanto attiva i suoi principi antinfiammatori, sopperisce a deficienze pancreatiche ed ha una maggiore azione decongestionante in caso di sinusite.



CONTROINDICAZIONI ED AVVERTENZE DOVEROSE

Alcune ricerche e studi, sono ancora in via di sperimentazione, come gli effetti sul cancro al polmone, mentre altri non sono stati testati su esseri umani. Quindi, ulteriori sperimentazioni con placebo e in doppio cieco dovranno essere eseguite prima che la scienza riconosca il valore terapeutico della curcumina: sicuramente va considerato il fatto che in generale, chi "mastica" di naturopatia, parla più della pianta "in toto" mentre molte sperimentazioni prevedono l’utilizzo di alte concentrazioni di curcumina, cosa che è “leggermente” diversa. La pianta contiene altri elementi oltre alla curcumina, che, come in altre piante, modulano gli effetti sia terapeutici che collaterali.
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che la curcuma può essere somministrata a bambini al di sopra dei 3 anni. Invece è sconsigliata a bambini più piccoli, e a donne in gravidanza ed allattamento in quanto non esistono studi al riguardo.
Come abbiamo visto la curcuma fluidifica il sangue, pertanto è sconsigliata a chi segue una terapia anticoagulante. Inoltre viene sconsigliata in caso di calcoli biliari e alle colecisti, e ulcere duodenali: le persone che soffrono di calcoli biliari devono astenersi dal consumo di curcuma e curry perché queste spezie potrebbero peggiorare il decorso della malattia.
Ad alti dosaggi di curcumina, sono stati riscontrati sintomi quali nausea e diarrea. Più recente è lo studio secondo il quale la curcumina potrebbe causare una carenza di ferro e per chi soffre di coliche o calcoli biliari, stimolando l’attività, è controindicata.



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