I dieci Comandamenti della GINNASTICA POSTURALE

L'importanza di una corretta postura ai fini salutari per il nostro corpo e per il benessere psico-fisico ha acquisito maggiore spazio nella consapevolezza delle persone, tanto che sempre più medici e specialisti invitano i propri pazienti a svolgere della ginnastica posturale. Tuttavia negli ultimi tempi questa attività fisica, così come tante altre nel settore del fitness, rischia di essere snaturata, privata cioè di quei principi fondamentali che dovrebbero guidarla per poter essere realmente efficace.

Ciò è ovviamente dovuto all'ampia diffusione che ha avuto in breve tempo questa disciplina che negli anni ha visto così un'eccessiva personalizzazione da parte di chi la mette in pratica, con la conseguenza che ci si è allontanati dagli obiettivi originali per cui in realtà essa è nata.
CERCHIAMO DI STARE ATTENTI A CIO' CHE VIENE PROPOSTO E VENDUTO SU INTERNET, AI RIMEDI BIZZARRI ED ALLE MODE. Molte terapie non sono ancora state provate o non hanno una casistica degna di nota  e spesso i risultati sono scarsamente significativi o temporanei.
NON SEMPRE CIO' CHE HA FUNZIONATO PER NOI PUO' ESSERE APPLICABILE AD ALTRI. Quindi il rischio è di buttar via denaro se ci si affida alle mani sbagliate.

È importante stabilire allora dei riferimenti, dei principi cardine che guidino e vadano a disciplinare quella che è la vera ginnastica posturale. Tali principi non vanno intesi in maniera sequenziale, l'ordine è puramente casuale, tutti dovrebbero avere uguale importanza all'interno di una lezione.

PREMESSA

Gli squilibri posturali più comuni nella colonna vertebrale sono:
  • una spalla più bassa rispetto alla controlaterale; 
  • un’anca più bassa rispetto all'altra; 
  • la tendenza a tenere inclinata la testa a destra o a sinistra; 
  • una deviazione esterna o interna dell’asse della coscia e della gamba rispetto all'asse verticale che dall'alto divide il nostro corpo in due metà; 
  • la tendenza a tenere proiettata in avanti o indietro la testa; 
  • un aumento della cifosi dorsale (ipercifosi) o una sua diminuzione (dorso piatto); 
  • un aumento della lordosi lombare (iperlordosi) con proiezione in avanti dell’addome oppure una sua diminuzione (ipolordosi); 
  • un aumento della cifosi sacrale (ipercifosi sacrale) con glutei tendenti in fuori, oppure una diminuzione con glutei piatti.

A livello dei piedi possiamo avere:
  • una caduta interna della parte posteriore del piede, tallone, (retropiede valgo) o all'esterno (retropiede varo); 
  • un appiattimento della volta plantare (piattismo) con aumento della superficie d’appoggio oppure una riduzione della superficie d’appoggio del piede (cavismo).
A livello del recettore oculare possiamo avere:
  • un difetto di convergenza (strabismo latente) su un occhio o su entrambi oppure delle eteroforie (disturbi del parallelismo degli assi visivi); 
  • o una cattiva centratura delle lenti ottiche, ossia il punto centrale ottenuto dall'intersecazione su una lente della linea verticale con quella orizzontale, che non corrisponde affatto con il centro della pupilla.

Per quanto concerne gli squilibri posturali dell'apparato masticatorio:
  • una malocclusione dentaria (un non corretto allineamento e combaciamento dei denti dell’arcata superiore ed inferiore a bocca chiusa); 
  • "schiocchi" (click) a carico delle ATM (Articolazioni Tempo – Mandibolari) in apertura e chiusura della bocca; 
  • una scorretta deglutizione (deglutizione atipica con segno del gallinaceo consistente in una propulsione in avanti della testa all'atto della deglutizione); 
  • una disfunzione linguale associata.

Questi elencati, sono tra i più frequenti squilibri del sistema tonico posturale fine, ma non sono gli unici e ne esistono molti altri.
Quando sono presenti uno o più squilibri posturali compaiono delle sollecitazioni meccaniche anomale che si scaricano sull'apparato locomotore a differenti livelli: muscoli, tendini, articolazioni, legamenti, ecc. Questa condizione determina delle tensioni anomale a carico delle articolazioni vertebrali posteriori, tensioni muscolari anomale a carico dei muscoli che si inseriscono sui capi articolari a causa delle torsioni elicoidali a livello della colonna vertebrale (squilibrio discendente), con un pivot rotatorio sul ginocchio e sulla caviglia, in virtù del quale un retropiede assume un atteggiamento in valgo (interno) e l’altro in varo (esterno).
I piedi sono in grado di mantenere tale posizione assunta per 10 mesi o un anno circa, trascorso tale periodo fissano lo squilibrio posturale e determinano una serie di modificazioni della postura che dal basso si propagheranno verso l’alto (squilibrio ascendente). Quindi, se tali squilibri verranno messi in evidenza entro un anno, sarà più semplice e breve correggere la postura, in caso contrario occorrerà più tempo per "sprogrammare" la postura errata e rifarne una nuova: il piede ha una memoria, ricorda tutti gli squilibri posturali avvenuti.
Le immagini diagnostiche per il mal di schiena raramente sono necessarie, anzi, possono a volte risultare fuorvianti e controproducenti. Sono importanti solo quando c'è il sospetto di gravi  patologie (cancro, fratture, infezioni),...quindi solo nell'1% dei casi di mal di schiena nel mondo!
Le immagini mostreranno quasi sempre qualcosa di scarsamente correlabile al mal di schiena: del resto capita anche che molti di questi reperti clinici siano comuni in persone asintomatiche, cioè non sofferenti.
Ciò che voglio dire è che SI PUO' AVERE MAL DI SCHIENA SENZA CHE CI SIANO DANNI O LESIONI visibili, non so, con una radiografia. O viceversa, potremmo percepire dei dolori allenandoci o mentre proviamo a fare dei movimenti "comuni" senza necessariamente danneggiare la struttura del rachide.
Il dolore può essere scatenato da molti fattori:
  • fisici (postura, asimmetrie, logorio, ipotonia muscolare generalizzata o localizzata,...)
  • psicologici (la nostra emotività condiziona la nostra gestualità e la nostra postura)
  • sociali 
  • di salute (occhio al collegamento visceri-colonna vertebrale...)
  • e legati al nostro stile di vita.  

10 PUNTI CARDINE


01. Conoscenza

La base per poter ottenere un qualsiasi risultato, dal più semplice al più complesso. La conoscenza deve partire necessariamente dall'istruttore nel saper dapprima riconoscere e poi saper indirizzare il paziente/cliente ad un programma di lavoro che produca risultati positivi e monitorabili nel tempo. Conoscenza è anche quella profonda che ognuno di noi deve possedere del proprio corpo, fine ultimo da ottenere attraverso la ginnastica posturale.
IL MAL DI  SCHIENA  È COMUNE: il mal di schiena può  arrivare ad essere doloroso e preoccupante, ma è molto diffuso e raramente risulta pericoloso. L’84% delle  persone nel mondo, ad un certo punto della  propria vita, incorre in un mal di schiena, senza rilevanti differenze tra le differenti fasce d’età.
Ed il mal di schiena, in qualsiasi forma si evidenzi, non è una patologia definitiva con cui convivere: indipendentemente dall'età o dalla gravità, di mal di schiena (come di qualsiasi patologia nata da una postura sbagliata) si può guarire!

02. Equilibrio

Da ricercare sia nel senso più vasto del termine ma anche in quello più specifico. Non solo nel contesto posturale, l'equilibrio parte da un'armonia fra mente e corpo vista come un tutt'uno, qualcosa di inscindibile, un "equilibrio" fra noi e ambiente circostante, fra le varie parti del corpo e fra gruppi muscolari diversi che compongono le catene muscolari, che caratterizzano gesti e movimenti e che compongono un'unità che è quella del nostro organismo nel suo insieme.

03. Precisione

E' fondamentale la "cura del particolare", sia dell'istruttore nell'impartire le indicazioni degli esercizi che del paziente nell'esecuzione. La precisione non può prescindere inizialmente da un esecuzione lenta e controllata degli esercizi; velocità d'esecuzione che progressivamente verrà aumentata una volta migliorata la propria consapevolezza e sicurezza nei movimenti in modo per esempio, di ricreare, in modo corretto, movimenti abituali o tutti quei gesti atletici che son stati alla base del logorio o del trauma che ha creato la patologia.  
Tendenzialmente vanno dapprima stimolati i muscoli "profondi", quelli propriocettivi, dediti al controllo ed all'equilibrio, quelli "fasici" ed antigravitari. Successivamente si andrà alla ricerca del coinvolgimento di quei muscoli che proprio per le loro caratteristiche vengono definiti come "tonici".

04. Controllo

Principio che si lega indissolubilmente a quelli già elencati in precedenza. La capacità di controllare il corpo nelle sue singole parti e poi nel suo insieme rispetto all'ambiente necessita di ripetizione e continuità, per creare quel processo che prende il nome di "automatizzazione". Un pò come se dovessimo imparare a suonare uno strumento musicale...

05. Concentrazione

Essendo il nostro organismo un'unita psico-fisica inscindibile l'atteggiamento mentale agli esercizi è ugualmente importante come quello fisico.
Anche se la gente spesso ha PAURA, gli esercizi fanno quasi SEMPRE bene al mal di schiena. Anche per esperienza personale, vi posso dire che raramente ho consigliato e visto consigliare l'assoluto riposo.
Purtroppo non sempre l’esercizio migliore è quello che ci piace: un bravo trainer deve saper coinvolgere il proprio cliente/paziente acquisendo progressivamente la sua fiducia ed annullando paure e diffidenza.
Almeno 30 minuti al giorno è la quantità minima di esercitazione che dà i maggiori benefici: ovviamente il volume e l'intensità degli allenamenti dipendono da caso a caso e possono variare da seduta a seduta.

06. Personalizzazione

Uno dei principi più importanti, la base per ottenere risultati concreti. Se in ogni forma di allenamento la personalizzazione dello stesso rappresenta un elemento fondamentale, nell'ambito della ginnastica posturale tale elemento diventa addirittura imprescindibile.
Come posso pensare di ottenere un qualsivoglia risultato sulla postura di una persona se non lavoro specificatamente sulle caratteristiche proprie di quella postura?
Ciò ha ovviamente delle chiare ripercussioni sui lavori di gruppo, spesso consigliati, che vanno inevitabilmente contro questo principio.
Tra l'altro, anche qualora raggruppassimo delle persone con età e problematiche posturali simili, sfido qualsiasi istruttore ad essere capace durante la lezione a prestare a tutti la medesima attenzione necessaria.

Aggiungo un'ultima considerazione che vale in qualsiasi contesto di rimessa in forma: il professionista di riferimento DEVE essere in grado di PROGETTARE un percorso atto al miglioramento dello stato di salute della persona, superando i concetti di "esercizi risolutivi" o di "programma di allenamento risolutivo".
  • Non esiste l'esercizio perfetto: esiste la persona!
  • Non esiste il programma perfetto: esiste il percorso...in cui si inserisce quel programma!
  • Tutto dev'essere monitorabile...non solo attraverso dei feedback momentanei di una percezione di miglioramento!

07. Sicurezza

La sicurezza sta nella bravura e nella capacità dell'istruttore nel capire come e perché un determinato esercizio potrebbe essere indicato per una persona e non per un'altra.
Sicurezza significa anche cercare di lavorare in assenza di dolore, nella ricerca della migliore condizione ergonomica per il cliente/paziente.

08. Ergonomia

Non per forza l'equilibrio e il benessere di una persona sta nella perfetta simmetria delle parti del corpo. Il benessere può nascere semplicemente dall'utilizzo corretto del proprio corpo in tutti gli ambiti della vita quotidiana, nella ricerca di un migliore adattamento ed ergonomia in ogni situazione.

È DIFFICILE DANNEGGIARE LA SCHIENA!
La maggior parte delle persone crede di essere a rischio  se soggetta ad un minimo sovraccarico e quindi di dover proteggere la propria schiena con busti, corsetti o, per esempio in palestra, con i classici cinturoni. Studi scientifici hanno mostrato che le strutture della schiena non possono "andare fuori posto" o "accavallarsi" (termine che sento usare spesso...). Un atteggiamento eccessivo di protezione conseguenza di paure non motivate porta a limitazioni e disabilità.

LA SCHIENA È PROGETTATA PER  SOLLEVARE PESI!
Come un ginocchio può essere indolenzito dopo un’attività a cui non si è abituati, le persone possono avvertire un dolore alla schiena quando sollevano un carico eccessivo o magari in modo goffo perchè fanno qualcosa a cui non sono abituati. Il punto è abituarsi all'azione e lasciare che il corpo si adatti a differenti tipi di movimento, di sovraccarichi e di pesi.

09. Prevenzione

Il fine ultimo non deve essere la correzione corporea o la guarigione di una condizione patologica ma la ricerca di uno stile di vita e di abitudini e condotte motorie corrette che permettano di prevenire eventuali patologie o alterazioni corporee prima che insorgano.
La prevenzione passa anche attraverso un cambiamento dello stile di vita e delle nostre abitudini che non riguardano solo il contesto dell'attività fisica: il mio consiglio è di bere e reidratare il vostro corpo minuziosamente, oltre ad alimentarlo con i giusti nutrienti variegati e salutari.
Il vostro benessere è l’obiettivo finale, che passa ad un completo ripristino della forma fisica.

10. Costanza

Uno dei principi cardine per ottenere successo nella vita lo è anche nell'ottenere risultati positivi attraverso la ginnastica posturale. Per quanto un istruttore possa essere preparato non potrà ottenere nulla senza l'impegno e la collaborazione del cliente/paziente.
Ciò che spesso viene trascurato nel rimettersi in forma in seguito ad un infortunio o ad una problematica posturale è il bisogno del nostro corpo di gradualità e costanza. Questo aspetto viene sottovalutato perché non vediamo l’ora di tornare a muoverci in libertà. La voglia di fare ci può far sottovalutare le richieste che arrivano dal nostro fisico.
IMPARIAMO AD ASCOLTARE I MESSAGGI DEL NOSTRO CORPO senza temere il confronto col professionista che abbiamo come riferimento.

In ogni caso, dagli studi scientifici risulta evidente che mantenersi attivi e tornare gradualmente alle consuete attività è fondamentale per facilitare il recupero.
Raramente la chirurgia è un'opzione risolutiva per il mal di schiena.
Personalmente non avrei fretta di operarmi e non starei mai fermo: ma anche nel caso in cui si decidesse di affidarci al neurochirurgo, sarebbe opportuno intraprendere un "percorso di preparazione" che includa mobilizzazioni ed esercizi leggeri di tonificazione per facilitare l'iter post chirurgico.

CONSIDERAZIONE FINALE

Non solo in caso di mal di schiena ma anche, in generale, per tutte le altre problematiche posturali e muscoloscheletriche, studi scientifici hanno dimostrato che gli antidolorifici (anche quelli più potenti) non danno un sollievo maggiore rispetto a opzioni più semplici, che, in realtà, molto probabilmente hanno meno controindicazioni ed effetti collaterali.
La comparsa, a distanza di tempo, di dolori, rigidità, contratture muscolari, blocchi vertebrali a vari livelli, che favoriscono il deposito d’artrosi e che nel 90% dei casi sono funzionali, ossia legati a squilibri posturali e solo nel 10% dei casi ha origine traumatica, mi porta a considerare in modo obiettivo che non serve a nulla trattare da un punto di vista sintomatico tali dolori. Dobbiamo altresì trattare le cause delle sollecitazioni meccaniche dell’apparato muscolo scheletrico che li hanno determinati. E lo si fa attraverso un'adeguata, personalizzata ed adattata GINNASTICA POSTURALE ASSISTITA.


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